Al via il bando della Banca delle Terre: oltre 14mila ettari disponibili per rilanciare l’agricoltura e favorire il ricambio generazionale
- piscitellidaniel
- 21 ott
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È partito ufficialmente il nuovo bando della Banca nazionale delle Terre agricole, lo strumento istituito dall’Ismea per rimettere in produzione terreni abbandonati o sottoutilizzati e sostenere l’ingresso di giovani imprenditori nel settore primario. L’edizione 2026 del programma mette a disposizione oltre 14mila ettari di terreni distribuiti su tutto il territorio nazionale, per un totale di quasi 1.000 lotti agricoli destinati alla vendita. L’obiettivo è duplice: contrastare l’abbandono delle aree rurali e incentivare il ricambio generazionale in un comparto che rappresenta una delle colonne portanti dell’economia italiana, ma che soffre ancora di una cronica carenza di nuove imprese e di accesso al credito.
I terreni sono stati selezionati tra quelli di proprietà pubblica o acquisiti da Ismea in seguito a operazioni di liquidazione o ristrutturazione aziendale. Le superfici si trovano in tutte le regioni italiane, con una maggiore concentrazione nel Mezzogiorno, dove la disponibilità fondiaria è più ampia e i costi medi risultano più competitivi. Le aziende agricole e i giovani under 41 interessati potranno presentare le proprie manifestazioni di interesse attraverso la piattaforma digitale della Banca delle Terre, che consente di consultare schede dettagliate per ogni lotto, comprensive di caratteristiche pedologiche, posizione geografica, accesso ai servizi e prezzo base d’asta.
La procedura di assegnazione prevede un sistema trasparente di vendita tramite asta telematica, gestita da Ismea, con la possibilità per i giovani agricoltori di accedere a finanziamenti agevolati e piani di pagamento rateali. Questa misura rientra nel pacchetto di strumenti di politica agricola volti a facilitare l’avvio di nuove imprese nel comparto primario, un settore che negli ultimi anni ha mostrato segnali di vitalità ma continua a scontare ostacoli strutturali legati ai costi di avviamento e alla difficoltà di reperire superfici coltivabili.
L’edizione 2026 del bando introduce alcune novità significative rispetto alle precedenti tornate. In primo luogo, è stato ampliato il ventaglio delle destinazioni d’uso consentite, che ora comprendono anche l’agricoltura biologica, la produzione agroenergetica, le coltivazioni innovative e i progetti di agriturismo sostenibile. Inoltre, sono stati previsti incentivi specifici per chi presenta piani aziendali integrati con finalità ambientali, come la riforestazione, la tutela della biodiversità e l’adozione di pratiche agroecologiche.
Un altro aspetto cruciale riguarda la digitalizzazione del processo di accesso. La piattaforma online è stata completamente rinnovata per garantire maggiore accessibilità, trasparenza e velocità nelle procedure. Gli utenti possono consultare mappe interattive, scaricare i documenti relativi ai singoli terreni e presentare la domanda di partecipazione in pochi passaggi. Ogni lotto è accompagnato da una stima del valore di mercato, dal livello di produttività agricola e da informazioni su eventuali vincoli paesaggistici o infrastrutturali.
Sul fronte delle dimensioni, la media dei terreni offerti varia tra i 5 e i 20 ettari, ma non mancano appezzamenti di dimensioni più rilevanti, soprattutto in Puglia, Sicilia, Toscana e Emilia-Romagna. Alcuni lotti comprendono fabbricati rurali o strutture già parzialmente operative, rendendoli idonei per attività integrate come l’allevamento o la trasformazione di prodotti agricoli. In diverse regioni, inoltre, Ismea ha avviato collaborazioni con enti locali e consorzi di bonifica per garantire l’accesso a infrastrutture irrigue e viabilità agricola.
La Banca delle Terre agricole rappresenta una delle iniziative più concrete per favorire il rinnovo generazionale in agricoltura, in un Paese dove l’età media degli imprenditori agricoli supera ancora i 57 anni. L’obiettivo è stimolare la nascita di nuove imprese condotte da giovani, dotati di competenze tecnologiche e sensibilità ambientale, capaci di rendere l’agricoltura italiana più innovativa e sostenibile. Gli incentivi previsti dal bando, insieme alle misure del Fondo giovani e alle agevolazioni fiscali introdotte dalla nuova programmazione PAC, costituiscono un pacchetto integrato di opportunità che mira a rafforzare il sistema agricolo nazionale.
L’interesse verso l’edizione 2026 del bando è già elevato. Nelle precedenti tornate, la Banca delle Terre ha registrato oltre 20mila domande e circa 1.500 terreni assegnati, con una domanda in costante crescita, soprattutto da parte di start-up agricole e cooperative. Le regioni con il maggior numero di richieste sono state Sicilia, Puglia, Toscana e Veneto, a dimostrazione della vitalità e della voglia di innovazione che caratterizza il settore.
Il nuovo bando si distingue anche per una maggiore attenzione alla sostenibilità economica e ambientale dei progetti proposti. Le candidature saranno valutate non solo sulla base dell’offerta economica, ma anche in relazione alla qualità e alla coerenza del piano aziendale. Ismea assegnerà un punteggio aggiuntivo ai progetti che prevedono pratiche di agricoltura conservativa, utilizzo efficiente delle risorse idriche, produzione di energia da fonti rinnovabili e valorizzazione delle produzioni tipiche locali.
Particolare attenzione è riservata alle aree interne e marginali, spesso colpite da spopolamento e abbandono delle terre. In questi territori, la Banca delle Terre rappresenta uno strumento di rigenerazione sociale oltre che economica, capace di creare nuove opportunità di lavoro, presidiare il territorio e contrastare il degrado ambientale. Le istituzioni locali, in sinergia con le regioni e con il Ministero dell’Agricoltura, stanno lavorando per accompagnare i giovani assegnatari con servizi di tutoraggio, formazione tecnica e assistenza alla progettazione.
La riapertura della Banca delle Terre conferma dunque la centralità del tema fondiario nelle politiche agricole italiane. Con oltre 14mila ettari messi a disposizione e strumenti di sostegno dedicati ai giovani, il bando 2026 rappresenta una concreta occasione di rilancio per l’agricoltura nazionale e per la valorizzazione del patrimonio rurale del Paese.

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