top of page

Addio a Pasquale Pistorio, il manager visionario che ha fatto grande STM

È morto a 89 anni Pasquale Pistorio, una delle figure più rilevanti della storia industriale italiana e il dirigente che ha impresso una svolta decisiva al settore della microelettronica europea. Conosciuto come il “padre dell’Etna Valley”, ha saputo trasformare un’azienda in difficoltà come la SGS in un campione globale dei semiconduttori, guidandone la fusione con Thomson Semiconductor e la nascita della futura STMicroelectronics, una delle realtà tecnologiche più importanti a livello internazionale. La sua carriera è stata segnata dalla capacità di coniugare visione strategica, rigore manageriale e attenzione al territorio, con un impatto che va ben oltre il perimetro dell’industria elettronica.


Nato ad Agira, in provincia di Enna, nel 1936, Pistorio si laureò in ingegneria elettronica al Politecnico di Torino nel 1963. Iniziò la carriera in Motorola, dove si impose rapidamente come dirigente di spicco fino a guidare la divisione internazionale dei semiconduttori. Dopo anni trascorsi all’estero, nel 1980 tornò in Italia per raccogliere una sfida complessa: assumere la guida di SGS, allora una società in grave crisi. Molti analisti dell’epoca vedevano poche prospettive per l’azienda, schiacciata dalla concorrenza asiatica e americana. Pistorio, invece, comprese che era possibile trasformarla con un piano di rilancio ambizioso, puntando sulla tecnologia, sulla specializzazione e sulla capacità di attrarre risorse e competenze.


Fu proprio grazie alla sua determinazione che SGS si fuse con la francese Thomson Semiconductor, creando SGS-Thomson, poi STMicroelectronics. In pochi anni l’azienda passò da bilanci incerti e dimensioni ridotte a una delle società leader del settore, con sedi e stabilimenti in Europa, Asia e Stati Uniti. Pistorio intuì che, per sopravvivere e crescere, serviva una scala globale e la capacità di competere con i colossi già affermati. In questo percorso non trascurò mai l’elemento umano: investì molto nella formazione interna, nella creazione di un ambiente di lavoro internazionale e nella promozione del talento dei giovani ingegneri italiani.


Un capitolo fondamentale della sua carriera è legato al rilancio dello stabilimento di Catania. In un contesto segnato da croniche difficoltà occupazionali e da un tessuto industriale fragile, Pistorio riuscì a trasformare quel sito in un polo di eccellenza della microelettronica. Attorno a esso nacque l’“Etna Valley”, simbolo di un Sud Italia capace di diventare protagonista nel settore high-tech. La sua azione contribuì a radicare competenze e occupazione qualificata in un’area tradizionalmente periferica, offrendo un modello di sviluppo che coniugava innovazione tecnologica e impatto sociale. Questo risultato rimane uno dei suoi lasciti più importanti, a testimonianza della convinzione che anche in contesti difficili sia possibile costruire poli industriali competitivi.


Nel 2005 lasciò la guida operativa di STMicroelectronics, assumendo la carica di presidente onorario. Nonostante il ritiro dalla gestione diretta, continuò a offrire contributi strategici, partecipando a consigli di amministrazione e a iniziative di carattere industriale e istituzionale. Nel 2007 assunse la presidenza di Telecom Italia e, in seguito, ricoprì diversi ruoli in associazioni imprenditoriali e organismi internazionali. Pistorio fu anche un convinto sostenitore della sostenibilità, promuovendo una visione industriale che non trascurasse l’impatto ambientale e sociale delle attività produttive.


La sua scomparsa segna la perdita di un leader che ha incarnato l’idea di un capitalismo industriale fondato sull’innovazione e sulla responsabilità. I messaggi di cordoglio arrivano da esponenti del mondo economico, politico e accademico, ma anche dalla comunità siciliana che lo ha sempre considerato un figlio illustre. Per molti ingegneri e manager italiani, Pistorio è stato un esempio di leadership moderna, capace di competere a livello internazionale senza perdere radici e legami con il territorio.


Il percorso che ha lasciato in eredità resta oggi una bussola per l’industria italiana: la dimostrazione che con visione, investimenti mirati e capacità di costruire reti globali è possibile trasformare fragilità in punti di forza. STMicroelectronics, che continua a essere una delle realtà europee più solide nella tecnologia dei semiconduttori, rimane la testimonianza vivente del suo contributo, ma ancora più forte è l’impronta culturale che Pistorio ha impresso al modo di fare impresa in Italia.

Post correlati

Mostra tutti

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page