Wall Street tra inflazione e Fed: mercati cauti mentre crescono i timori sui tassi
- piscitellidaniel
- 29 mag
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I principali indici di Wall Street hanno proseguito il loro rally da record venerdì, avviandosi a chiudere sia la settimana sia il mese in territorio positivo. A sostenere i mercati sono stati soprattutto i conti di Dell, che hanno dato slancio al comparto tecnologico, mentre gli investitori restavano in attesa di nuovi sviluppi su un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato sui social che prenderà una decisione definitiva sull’intesa entro venerdì. In precedenza, Teheran aveva sottolineato di voler vedere fatti concreti e non semplici dichiarazioni per arrivare a un accordo.
Le azioni di Dell Technologies sono salite di quasi il 30% dopo che l’azienda, nella giornata di giovedì, ha migliorato le previsioni annuali su ricavi e utili. Il settore tecnologico ha così registrato un progresso dell’1,8%, sostenuto soprattutto dai produttori di semiconduttori.
Anche Hewlett Packard Enterprise e Super Micro Computer hanno messo a segno forti rialzi, rispettivamente del 15,5% e del 12,7%.
Nel corso della seduta, tutti e tre i principali indici statunitensi hanno toccato nuovi massimi storici intraday, alimentati dall’entusiasmo legato all’intelligenza artificiale e dalla solidità degli utili societari, nonostante i timori per le possibili conseguenze del conflitto in Iran su inflazione ed economia mondiale.
L’S&P 500 si preparava inoltre a chiudere la nona settimana consecutiva in rialzo, la serie positiva più lunga da dicembre 2023.
Otto degli undici principali comparti dello S&P 500 hanno terminato la seduta in ribasso. Tra i peggiori si è distinto il settore dei servizi di comunicazione, che ha lasciato sul terreno l’1,3%, appesantito anche dal calo dell’1,7% di Alphabet.
Forti vendite anche sui titoli dei beni di prima necessità, con l’indice di settore in flessione del 2,2%. In questo contesto, Costco e Walmart hanno entrambe registrato perdite superiori al 3,5%.
L’indice S&P Composite 1500 Automobiles & Components Index ha ceduto l’1,4% dopo indiscrezioni secondo cui l’amministrazione Trump starebbe valutando di innalzare all’82% la quota di componenti nordamericani necessaria affinché i veicoli possano beneficiare delle agevolazioni previste dall’accordo commerciale tra Stati Uniti, Messico e Canada.
In questo scenario, General Motors e Stellantis hanno perso circa il 2% ciascuna nelle contrattazioni statunitensi.
In controtendenza il comparto software, con l’indice di settore in rialzo del 5%, recuperando completamente le perdite accumulate dalla fine di gennaio, quando i timori legati all’impatto rivoluzionario dell’intelligenza artificiale avevano penalizzato il settore.
Alle 11:28 ET il Dow Jones Industrial Average è salito di 377,38 punti, pari allo 0,75%, a quota 51.044,40, l'S&P 500 ha guadagnato 23,64 punti, pari allo 0,31%, a 7.587,03 e il Nasdaq Composite ha guadagnato 72,03 punti, pari allo 0,26%, a 26.988,24.
Il Russell 2000, che raccoglie le società statunitensi a piccola capitalizzazione, ha invece chiuso la giornata in calo dello 0,7%.
I dati macroeconomici statunitensi diffusi giovedì hanno evidenziato un’accelerazione dell’inflazione ad aprile, la più marcata degli ultimi tre anni, mentre il PIL del primo trimestre è stato rivisto al ribasso, indicando una crescita annualizzata dell’1,6%.
Jeffrey Schmid, presidente della Federal Reserve di Kansas City, ha avvertito che il rincaro dell’energia potrebbe non essere un fenomeno temporaneo. Anche Michelle Bowman ha sottolineato che una pressione inflazionistica persistente potrebbe rendere necessaria una politica monetaria più restrittiva.
Secondo i mercati monetari, la Federal Reserve dovrebbe mantenere invariati i tassi d’interesse fino alla fine dell’anno, anche se alcuni operatori ipotizzano un possibile rialzo di 25 punti base a dicembre.
Tra i titoli maggiormente sotto pressione, Gap Inc. ha perso il 17,3% dopo aver ridotto le previsioni sulle vendite annuali, mentre American Eagle Outfitters ha ceduto il 12,6% dopo aver confermato le stime sulle vendite comparabili per l’intero anno.
Sul New York Stock Exchange i titoli in rialzo hanno superato quelli in calo con un rapporto di 1,19 a 1, mentre sul Nasdaq Composite il rapporto è stato di 1,04 a 1.
Lo S&P 500 ha registrato 22 nuovi massimi annuali e sette nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha messo a segno 90 nuovi massimi a 52 settimane e 39 nuovi minimi.
Fonte: investing.com





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