Wall Street ruota verso le small cap: delusione Big Tech, attese record sull’AI
- piscitellidaniel
- 22 ore fa
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Venerdì i mercati azionari statunitensi hanno registrato un forte calo dopo che il presidente Donald Trump ha indicato l’ex governatore della Fed, Kevin Warsh, come possibile successore di Jerome Powell alla guida della banca centrale americana, una scelta giudicata da molti investitori eccessivamente aggressiva.
Warsh, 55 anni e noto per le sue posizioni critiche nei confronti della Federal Reserve, dovrebbe sostenere una politica di tassi d’interesse più bassi, pur senza spingersi verso un allentamento monetario particolarmente marcato, come invece proposto da altri candidati presi in considerazione.
La nomina dovrà ora passare al vaglio del Senato, poiché il mandato dell’attuale presidente Jerome Powell scade a maggio. In caso di conferma, Warsh si troverebbe a guidare una Fed che, secondo le sue stesse dichiarazioni, dovrebbe ridurre il proprio peso nell’economia e rivedere l’impostazione della politica monetaria.
Nel frattempo, i dati di dicembre hanno mostrato un aumento dei prezzi alla produzione superiore alle attese, alimentando il timore di una possibile risalita dell’inflazione nei prossimi mesi.
Nonostante ciò, i mercati continuano a scommettere su almeno due tagli dei tassi da 25 punti base ciascuno entro la fine del 2026. All’inizio di questa settimana la banca centrale ha lasciato i tassi invariati, mettendo in pausa il ciclo di allentamento che aveva sostenuto le azioni statunitensi.
Alle 11:58 ET, il Dow Jones Industrial Average è sceso di 421,27 punti, ovvero lo 0,86%, a 48.650,29, l' S&P 500 ha perso 39,69 punti, ovvero lo 0,57%, a 6.929,41 e il Nasdaq Composite ha perso 175,50 punti, ovvero lo 0,74%, a 23.509.
L’indice Russell 2000, che raggruppa le società a bassa capitalizzazione ed è particolarmente sensibile all’andamento dei tassi di interesse, ha chiuso in calo dell’1,6%.
Nel frattempo, l’indice di volatilità CBOE, noto come l’“indice della paura” di Wall Street, è sceso a 17,3 punti, dopo aver toccato il massimo settimanale di 19,31 nella giornata di giovedì.
Le small cap sovraperformano a gennaio
Apple, che ha fatto da sintesi alla settimana dei risultati del settore tecnologico, ha annunciato di attendersi per il trimestre di marzo una crescita dei ricavi superiore alle attese, fino al 16%. Tuttavia, il gruppo ha segnalato che l’aumento dei prezzi dei chip di memoria sta iniziando a pesare sulla redditività.
Nel complesso, questa settimana gli investitori hanno lanciato un messaggio chiaro alle Big Tech: le spese in conto capitale a livelli record continueranno a essere accettate, a patto che la crescita rimanga solida.
Microsoft ha vissuto la sua peggior seduta da marzo 2020, dopo che i ricavi del comparto cloud hanno deluso le aspettative, mentre giovedì Meta ha messo a segno un balzo del 10%.
Nella seduta odierna il titolo è salito del 4,7%, sulla scia delle indiscrezioni secondo cui SpaceX starebbe valutando possibili accordi con il produttore di veicoli elettrici e con altre società riconducibili a Elon Musk.
Nel frattempo, le aspettative sul settore dell’intelligenza artificiale — che nell’ultimo anno ha spinto i mercati azionari statunitensi su livelli record — si sono ulteriormente alzate. I segnali di eccessivo affollamento sui titoli ad alta crescita hanno però indotto molti investitori a ruotare verso le società a piccola capitalizzazione e altri segmenti del mercato finora trascurati.
In questo contesto, l’indice Russell 2000 delle small cap e l’S&P 600 si avviavano a chiudere il mese con un rialzo vicino al 5%.
Un risultato nettamente superiore rispetto ai guadagni di poco oltre l’1,3% messi a segno nello stesso periodo sia dall’S&P 500 sia dal Nasdaq.
Fonte: investing.com




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