top of page

Wall Street in calo tra timori inflazione e rialzo dei rendimenti, focus su Nvidia e Walmart


Le principali borse statunitensi hanno ampliato le perdite nella seduta di lunedì, con il Nasdaq che ha guidato i ribassi sotto il peso dei titoli legati ai semiconduttori. A pesare sul sentiment degli investitori sono stati anche il rialzo dei rendimenti dei Treasury e l’aumento del prezzo del petrolio, fattori che hanno riacceso le preoccupazioni su un’inflazione persistente e su costi di finanziamento destinati a rimanere elevati.


Il rendimento del Treasury decennale, riferimento chiave per i costi di finanziamento a livello globale, si è attestato al 4,630%, dopo aver toccato in apertura i massimi da febbraio 2025.


La debolezza del mercato obbligazionario è stata alimentata soprattutto dall’impennata del petrolio, che ha rafforzato i timori di pressioni inflazionistiche durature. A incidere anche lo stallo nei tentativi diplomatici per mettere fine al conflitto con l’Iran.


Sul fronte energetico, il Brent ha guadagnato l’1,4%. In precedenza, durante una seduta caratterizzata da forte volatilità, i prezzi avevano temporaneamente invertito la rotta dopo indiscrezioni secondo cui gli Stati Uniti avrebbero proposto una sospensione temporanea delle sanzioni petrolifere contro l’Iran. Da Teheran, tuttavia, non sono arrivate dichiarazioni ufficiali.


A trascinare al ribasso l’S&P 500 è stato soprattutto il comparto tecnologico, fortemente rappresentato nell’indice, con i produttori di semiconduttori tra i titoli più penalizzati.


L’indice Philadelphia SE Semiconductor ha ceduto oltre il 2%.


I rialzi dei titoli finanziari hanno contribuito a contenere le perdite del Dow Jones.


Nelle ultime settimane Wall Street ha vissuto una fase di forte crescita, con l’S&P 500 e il Nasdaq che hanno aggiornato i massimi storici grazie all’entusiasmo legato all’intelligenza artificiale. Questo slancio ha spinto gli investitori a mettere temporaneamente in secondo piano i timori inflazionistici alimentati dal rialzo del petrolio e dalle tensioni geopolitiche con l’Iran.


Il rally, però, ha mostrato segnali di rallentamento venerdì, quando la brusca correzione del mercato obbligazionario ha determinato un aumento dei rendimenti.


Secondo il FedWatch Tool del CME, i mercati attribuiscono ora una probabilità superiore al 40% a un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve di almeno 25 punti base entro gennaio, dopo i dati sull’inflazione della scorsa settimana risultati superiori alle attese.


Alle 12:04 ET, il Dow Jones Industrial Average ha perso 46,27 punti, pari allo 0,09%, attestandosi a 49.479,90, l'S&P 500 ha perso 31,42 punti, pari allo 0,42%, chiudendo a 7.377,08 e il Nasdaq Composite ha perso 221,19 punti, pari allo 0,84%, chiudendo a 26.003,96.


Nel frattempo, NVIDIA, attualmente la società con la maggiore capitalizzazione al mondo, presenterà i risultati trimestrali mercoledì.


Le aspettative degli investitori restano molto elevate: il titolo ha recuperato il 36% dai minimi di marzo, mentre l’indice Philadelphia SE Semiconductor ha registrato un balzo superiore al 60% dall’inizio dell’anno, sostenuto dalla forte domanda di chip destinati all’intelligenza artificiale.


Anche Walmart, la più grande catena di distribuzione al mondo, presenterà i risultati trimestrali nel corso della settimana. I dati saranno osservati con attenzione dagli investitori, poiché potrebbero offrire indicazioni più precise sulla tenuta dei consumi negli Stati Uniti in un contesto segnato dall’aumento dei prezzi dell’energia e dalle persistenti pressioni inflazionistiche.


Tra i titoli protagonisti della seduta, Dominion Energy ha registrato un balzo del 9,2% dopo l’annuncio da parte di NextEra Energy dell’intenzione di acquisire la utility in un’operazione interamente in azioni dal valore di circa 66,8 miliardi di dollari. Il titolo NextEra, invece, ha chiuso in calo del 5,8%.


Pesante anche la flessione di Regeneron Pharmaceuticals, che ha perso il 10,2% dopo che un trattamento sperimentale contro il melanoma avanzato non ha raggiunto l’obiettivo principale in uno studio clinico di fase avanzata.


Sul NYSE i titoli in rialzo hanno superato quelli in calo con un rapporto di 1,27 a 1, mentre sul Nasdaq Composite il rapporto è stato di 1,18 a 1.


L’S&P 500 ha registrato 20 nuovi massimi annuali e 12 nuovi minimi a 52 settimane, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 59 nuovi massimi e 137 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

Commenti


Le ultime notizie

VOLTI 2026 con scritta orizzontale.png
bottom of page