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Wall Street in calo tra inflazione e tensioni geopolitiche, petrolio in rally e volatilità in aumento


I principali indici di Wall Street hanno chiuso in ribasso mercoledì, dopo che nuovi dati hanno evidenziato un aumento dei prezzi alla produzione superiore alle attese per febbraio. Questo ha portato gli investitori a ridimensionare le aspettative su un possibile taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve nel corso dell’anno.


Il Dipartimento del Lavoro ha riferito che l’indice dei prezzi alla produzione è cresciuto del 3,4% su base annua, oltre il +2,9% previsto dagli economisti. Inoltre, si teme che le pressioni sui prezzi possano intensificarsi ulteriormente a causa dell’aumento dei costi del trasporto marittimo e del petrolio, legato al conflitto in Medio Oriente.


Secondo i dati di LSEG, i mercati ora stimano che la banca centrale interverrà con un taglio dei tassi di almeno 25 punti base non prima di aprile 2027, rispetto alle precedenti aspettative che indicavano dicembre 2026.


Dopo la pubblicazione dei dati, i rendimenti dei Treasury sono saliti rapidamente, penalizzando soprattutto i settori dell’S&P 500 con rendimenti da dividendo più elevati. In particolare, i comparti sanitario e dei beni di consumo di base hanno registrato perdite superiori all’1%.


L’attenzione si sposta ora sulla decisione della Fed attesa per le 14:00 ET, con il mercato che prevede tassi invariati.


Grande interesse sarà rivolto anche alle dichiarazioni del presidente Jerome Powell, da cui gli investitori cercheranno indicazioni su come fattori come i dazi commerciali, l’aumento dei costi energetici legato alla crisi in Medio Oriente e il rallentamento del mercato del lavoro possano influenzare le future scelte di politica monetaria.


Il Brent ha proseguito la sua corsa al rialzo, avvicinandosi ai 110 dollari al barile, dopo che un’agenzia iraniana ha riferito di attacchi contro infrastrutture petrolifere a South Pars e Asaluyeh.


Nel comparto dei viaggi si sono registrati andamenti contrastanti: gli investitori hanno bilanciato l’impatto dell’aumento dei costi energetici con le prospettive di crescita indicate da Delta e American nella seduta precedente. Delta ha ceduto lo 0,3%, mentre American ha messo a segno un progresso superiore all’1%.


Alle 12:00 ET, il Dow Jones Industrial Average ha perso 445,20 punti, pari allo 0,95%, attestandosi a 46.548,06, l'S&P 500 ha perso 39,86 punti, pari allo 0,59%, chiudendo a 6.676,23 e il Nasdaq Composite ha perso 129,64 punti, pari allo 0,58%, chiudendo a 22.349,89.


L’indice di volatilità CBOE è salito di 1,05 punti, portandosi a 23,42, riflettendo le tensioni legate al conflitto in Medio Oriente, che hanno aumentato l’incertezza sui mercati globali. Nonostante ciò, le borse statunitensi hanno trovato supporto nel recupero dei titoli tecnologici e nel fatto che gli Stati Uniti restano un esportatore netto di energia.


Nel settore dei semiconduttori, AMD è avanzata del 2% grazie a un accordo con Samsung Electronics volto a rafforzare la collaborazione nella fornitura di chip di memoria destinati alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Nvidia ha invece registrato un lieve rialzo dopo aver ottenuto il via libera da Pechino per vendere in Cina i suoi secondi chip più potenti dedicati all’IA.


Micron ha registrato un rialzo dell’1,2% in attesa della diffusione dei risultati trimestrali prevista per oggi, mentre SanDisk ha messo a segno un progresso del 2,8%.


Tra gli altri titoli, il gestore patrimoniale Apollo ha guadagnato circa il 3%, mentre Ares è salita del 2,5%, recuperando dopo le pesanti perdite della settimana precedente legate ai timori sulla qualità del credito privato.


Lululemon è avanzata del 4% dopo la pubblicazione dei conti trimestrali. Il fondatore Chip Wilson, impegnato in una battaglia per procura con la società, ha definito l’uscita dal consiglio del lead director David Mussafer “un passo nella giusta direzione”, sottolineando però la necessità di un rinnovamento più profondo dell’organo amministrativo.


La catena di grandi magazzini Macy’s ha guadagnato il 4,6% dopo aver indicato che l’impatto dei dazi sulle importazioni potrebbe ridursi nella seconda metà dell’anno.


Sul NYSE, i titoli in calo hanno superato quelli in rialzo con un rapporto di 2,65 a 1, mentre sul Nasdaq il rapporto è stato di 2,76 a 1.


Per quanto riguarda i nuovi estremi, lo S&P 500 ha segnato 14 nuovi massimi a 52 settimane e 13 nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha registrato 30 nuovi massimi e 174 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

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