Wall Street in calo, SpaceX perde il 2,8%: riflettori sulla stagione delle trimestrali

Wall Street ha chiuso in ribasso mercoledì, allontanandosi dai recenti massimi storici, mentre i rendimenti dei Treasury statunitensi a lunga scadenza sono tornati a salire, alimentando nuovamente i timori legati all'inflazione e all'aumento del debito.
Tutti e tre i principali indici azionari statunitensi hanno registrato lievi perdite. L'S&P 500 e il Dow Jones si avviavano a interrompere una striscia positiva di quattro sedute consecutive, mentre il Nasdaq era diretto verso la prima chiusura negativa dopo sei sessioni di rialzi.
A soffrire maggiormente sono state le società a piccola capitalizzazione, con l'indice Russell 2000 che ha registrato una performance inferiore rispetto ai principali benchmark a maggiore capitalizzazione.
Dopo il rally di martedì, che aveva spinto l'S&P 500 e il Nasdaq a nuovi record di chiusura, il petrolio Brent è salito brevemente oltre i 100 dollari al barile, mentre il rendimento dei Treasury a 30 anni ha raggiunto il livello più alto degli ultimi 24 anni.
Le tensioni sull'approvvigionamento di petrolio legate al conflitto con l'Iran hanno spinto al rialzo i prezzi dell'energia, riaccendendo i timori sull'inflazione e aumentando le aspettative per un periodo più lungo di tassi d'interesse elevati da parte delle banche centrali.
A queste preoccupazioni si è aggiunto l'aumento del debito pubblico e societario, contribuendo a una forte ondata di vendite sui mercati obbligazionari globali che nelle ultime settimane ha continuato a pesare sui mercati finanziari.
Le azioni hanno ridotto le perdite iniziali, sostenute dal calo dei prezzi del petrolio.
Dai verbali della riunione di politica monetaria della Federal Reserve di settembre, durante la quale la banca centrale ha approvato all'unanimità il primo rialzo dei tassi da luglio 2023, sono emerse opinioni differenti sulle ragioni alla base della decisione. Alcuni membri ritenevano necessario l'aumento per limitare gli effetti degli shock sui prezzi dell'energia, mentre altri lo consideravano fondamentale per contrastare le pressioni inflazionistiche alimentate dalla domanda.
Secondo il FedWatch Tool del CME, i mercati stanno attualmente scontando una probabilità del 19,4% di un secondo rialzo consecutivo dei tassi da parte della Fed al termine della riunione di ottobre, in netto calo rispetto al 37,6% registrato una settimana fa.
L'indice Dow Jones Industrial Average ha perso 324,74 punti, pari allo 0,63%, attestandosi a 51.196,54, l'S&P 500 ha ceduto 20,09 punti, pari allo 0,26%, chiudendo a 7.798,84 e il Nasdaq Composite ha perso 110,81 punti, pari allo 0,40%, chiudendo a 27.489,08.
Tra gli 11 settori dell'S&P 500, il comparto industriale ha registrato la flessione più significativa, mentre quello sanitario ha guidato i rialzi.
L'aumento dei rendimenti dei Treasury di riferimento ha spinto il tasso sui mutui trentennali a tasso fisso al livello più alto degli ultimi tre anni nella scorsa settimana, secondo i dati della Mortgage Bankers Association. Il comparto immobiliare e quello delle costruzioni residenziali hanno perso rispettivamente il 2,3% e il 2,9%.
Le società produttrici di semiconduttori hanno invece registrato una flessione dell'1,5%.
Le azioni di SpaceX hanno perso il 2,8% dopo le indiscrezioni secondo cui la società aerospaziale di Elon Musk sarebbe intenzionata a raccogliere 40 miliardi di dollari di finanziamenti per acquistare chip prodotti da Nvidia.
La prossima settimana dovrebbe prendere ufficialmente il via la stagione delle trimestrali relativa al terzo trimestre, con diverse importanti società finanziarie attese alla pubblicazione dei risultati.
Gli investitori monitoreranno in particolare i risultati degli ingenti investimenti effettuati dalle aziende nella tecnologia dell'intelligenza artificiale, cercando inoltre indicazioni sulla solidità dei consumi negli Stati Uniti in un contesto caratterizzato da nuove pressioni inflazionistiche.
Secondo le stime LSEG, gli analisti prevedono una crescita complessiva degli utili delle società dell'S&P 500 del 30,6% su base annua nel periodo luglio-settembre.
A Wall Street, i titoli in calo hanno prevalso nettamente su quelli in rialzo, con un rapporto di 3,22 a 1. Nel complesso, sono stati registrati 81 nuovi massimi e 423 nuovi minimi.
Sul Nasdaq, invece, 1.427 titoli hanno chiuso in rialzo contro 3.251 in ribasso, per un rapporto di 2,28 a 1 a favore dei titoli in calo.
L'S&P 500 ha registrato 9 nuovi massimi a 52 settimane e 10 nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 25 nuovi massimi e 223 nuovi minimi.
Fonte: investing.com




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