Wall Street chiude contrastata: riflettori su Fed e trimestrali delle Big Tech
- piscitellidaniel
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Wall Street ha chiuso la seduta di lunedì con un andamento contrastato, mentre gli investitori hanno mantenuto un approccio prudente nonostante l'allentamento delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran. L'attenzione del mercato è ora concentrata sulla stagione delle trimestrali delle Big Tech, che potrebbe rivelarsi determinante per l'andamento dei listini.
Entro la fine della settimana, quattro delle cosiddette "Magnifiche Sette", Microsoft, Amazon, Meta e Apple, presenteranno i risultati del trimestre. I conti dei colossi tecnologici saranno fondamentali per capire se il rally alimentato dall'entusiasmo per l'intelligenza artificiale abbia ancora spazio per proseguire.
Tra i principali titoli del comparto, Microsoft ha guadagnato il 2,3%, mentre Apple e Meta sono salite di circa l'1%. Amazon, invece, ha chiuso sostanzialmente invariata.
La seduta segue una settimana complicata per i mercati azionari statunitensi. Venerdì, infatti, i listini avevano archiviato un bilancio negativo dopo che i risultati deludenti sul fronte dei flussi di cassa di Alphabet e Tesla avevano riacceso i timori sulla sostenibilità degli ingenti investimenti aziendali finanziati a debito.
A pesare sul sentiment degli investitori sono arrivate anche le notizie dalla Cina. Il brillante debutto in Borsa del produttore di chip CXMT Corp e l'avvio della produzione domestica di macchinari DUV per la fabbricazione di semiconduttori hanno evidenziato i progressi del Paese nel settore, alimentando le preoccupazioni per una concorrenza sempre più intensa nei confronti dell'industria statunitense.
All'interno dell'S&P 500, il comparto tecnologico è stato il peggiore della giornata, cedendo l'1,4%, con i produttori di semiconduttori tra i titoli più penalizzati. L'indice Philadelphia Semiconductor ha perso il 4%, portandosi a circa il 22% al di sotto del massimo storico registrato a giugno. Tra i ribassi più marcati si segnalano Sandisk (-11%), Nvidia (-4,4%) e Micron (-4,7%).
In controtendenza rispetto al comparto tecnologico, il settore dei servizi di comunicazione ha guadagnato il 2,3%, sostenuto dal rimbalzo di Alphabet, che ha chiuso la seduta in rialzo del 3%.
Alle 12:42, il Dow Jones Industrial Average è salito di 197,41 punti, pari allo 0,38%, a quota 52.144,66, l'S&P 500 ha perso 1,86 punti, pari allo 0,03%, attestandosi a 7.410,12 e il Nasdaq Composite ha ceduto 50,91 punti, pari allo 0,20%, chiudendo a 24.924,91.
Tregua in Medio Oriente ancora incerta
Sul fronte delle materie prime, il Brent ha perso il 7,4%, scendendo a 89,63 dollari al barile, favorito dal temporaneo allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran.
La situazione, tuttavia, resta fragile. Il traffico navale attraverso lo Stretto di Hormuz continua a mantenersi su livelli ridotti, mentre i Paesi confinanti con l'Iran sono ancora bersaglio di attacchi con droni. In questo contesto, il presidente Donald Trump ha ribadito di essere pronto a una "forte azione militare" nel caso in cui i negoziati dovessero fallire.
Il calo delle quotazioni del greggio ha sostenuto diversi titoli particolarmente sensibili ai costi energetici. United Airlines e Delta Air Lines hanno guadagnato circa l'1%, mentre anche gli operatori del settore crocieristico Royal Caribbean e Carnival hanno chiuso in territorio positivo.
Di contro, le società energetiche hanno risentito della flessione del petrolio: Occidental Petroleum ha ceduto circa il 2%, mentre Exxon Mobil ha lasciato sul terreno l'1,2%.
L'attenzione degli investitori è ora rivolta alla riunione della Federal Reserve, il cui verdetto sui tassi di interesse è atteso per mercoledì. Il mercato sconta un mantenimento del costo del denaro ai livelli attuali, ma continua a prevedere almeno un rialzo di 25 punti base entro la fine dell'anno, secondo i dati di LSEG.
Il giorno successivo alla decisione della banca centrale sarà pubblicato l'indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) di giugno, l'indicatore dell'inflazione preferito dalla Fed. Il dato sarà cruciale per orientare le aspettative degli operatori sull'evoluzione della politica monetaria nei prossimi mesi.
Tra i migliori comparti della seduta si è distinto quello del software, in rialzo del 2,8%. Il settore, che a inizio anno aveva risentito delle preoccupazioni sull'impatto dell'intelligenza artificiale, ha beneficiato di un rinnovato interesse da parte degli investitori. Workday ha guidato i guadagni con un balzo dell'8,9%.
Sul fronte dell'ampiezza del mercato, i titoli in rialzo hanno prevalso su quelli in calo. Al New York Stock Exchange il rapporto è stato di 1,66 a 1, mentre sul Nasdaq i titoli in crescita hanno superato quelli in ribasso con un rapporto di 1,63 a 1.
Fonte: investing.com





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