top of page

Wall Street chiude contrastata: Nvidia frena, boom del quantum computing e crollo Intuit


Giovedì i principali listini di Wall Street hanno cambiato direzione, sostenuti dal calo del petrolio e dalle speranze degli investitori per un possibile accordo di pace in Medio Oriente. Restano però forti tensioni tra Stati Uniti e Iran, che continuano a divergere sia sulla gestione delle riserve di uranio di Teheran sia sul controllo dello Stretto di Hormuz.


Dopo una fase di volatilità, i mercati azionari hanno recuperato terreno, mentre il petrolio, inizialmente in rialzo, ha chiuso in lieve flessione. Gli operatori hanno seguito con attenzione ogni aggiornamento sul negoziato diplomatico. Secondo quanto riportato da Reuters, Teheran avrebbe irrigidito la propria posizione: la Guida Suprema, Ayatollah Mojtaba Khamenei, avrebbe infatti ordinato che l’uranio non venga trasferito all’estero. Parallelamente, il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti intendono ottenere il controllo delle scorte iraniane di uranio altamente arricchito, considerate da Washington potenzialmente destinate alla produzione di armi nucleari, mentre l’Iran ribadisce che il programma ha finalità esclusivamente civili.


Alle 14:28 EDT, il Dow Jones Industrial Average è salito di 360,41 punti, pari allo 0,72%, a quota 50.369,76, l' S&P 500 ha guadagnato 20,39 punti, pari allo 0,27%, a 7.453,36 e il Nasdaq Composite ha guadagnato 62,40 punti, pari allo 0,24%, a 26.332,76.


A influenzare il sentiment degli investitori sono stati anche i risultati trimestrali delle aziende. Walmart ha perso il 6,6% dopo aver annunciato previsioni sugli utili del secondo trimestre inferiori alle attese, pur confermando gli obiettivi annuali. Il direttore finanziario John David Rainey ha sottolineato che i consumatori stanno subendo l’impatto degli elevati prezzi del carburante e che, qualora i costi restassero su livelli alti, l’inflazione nel commercio al dettaglio potrebbe aumentare ulteriormente nella seconda parte dell’anno.


Tra i comparti dell’S&P 500, il settore dei beni di consumo di base è stato il peggiore della giornata, con una flessione dell’1,7%, trascinato soprattutto dal tonfo di Walmart e dalle perdite di altri retailer come Casey’s General Stores (-3,8%) e Costco Wholesale, in calo di oltre il 2%.


Le azioni di Nvidia, attualmente la società con la maggiore capitalizzazione al mondo, hanno ceduto l’1,5% a causa delle prese di profitto degli investitori, nonostante le solide previsioni di ricavi per il secondo trimestre e l’annuncio di un piano di buyback da 80 miliardi di dollari.


Da inizio anno il titolo ha comunque registrato un rialzo di circa il 18%, anche se la crescita sta mostrando segnali di rallentamento. Il mercato ritiene infatti che Nvidia dovrà confrontarsi con una concorrenza sempre più intensa, sia da parte dei colossi tecnologici sia dei principali competitor nel settore dei semiconduttori, tra cui Intel e Advanced Micro Devices (AMD).


Sul fronte macroeconomico, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite nella scorsa settimana, confermando la tenuta del mercato del lavoro americano e rafforzando la possibilità che la Federal Reserve mantenga alta l’attenzione sui rischi inflazionistici.


Nel frattempo, l’attività manifatturiera statunitense ha raggiunto a maggio il livello più elevato degli ultimi quattro anni. Le aziende hanno infatti incrementato le scorte per tutelarsi da possibili carenze di approvvigionamento e dall’aumento dei costi legati alle tensioni geopolitiche e al conflitto con l’Iran.


Tra i titoli migliori della giornata si è distinta IBM, salita dell’11,3% dopo le indiscrezioni secondo cui l’amministrazione Trump sarebbe pronta a sostenere finanziariamente alcune società attive nel settore del quantum computing, inclusa una nuova iniziativa promossa da IBM, ottenendo in cambio partecipazioni azionarie in parte delle aziende coinvolte.


Forti rialzi anche per altri gruppi legati al comparto: GlobalFoundries ha guadagnato il 13,4%, D-Wave Quantum è balzata del 28%, Rigetti Computing ha messo a segno un progresso vicino al 27%, mentre Infleqtion ha registrato un’impennata di quasi il 31%.


Seduta negativa invece per Intuit, che ha lasciato sul terreno il 19,8% dopo aver rivisto al ribasso le stime di fatturato annuale relative a TurboTax, il proprio software per la dichiarazione dei redditi, annunciando inoltre una riduzione del 17% del personale a tempo pieno.


Sul fronte dell’ampiezza di mercato, al NYSE i titoli in rialzo hanno prevalso su quelli in calo con un rapporto di 1,47 a 1, mentre sono stati registrati 158 nuovi massimi annuali contro 89 nuovi minimi. Al Nasdaq, i titoli positivi sono stati 3.012 contro 1.721 in ribasso, con un rapporto di 1,75 a 1. L’indice S&P 500 ha segnato 11 nuovi massimi a 52 settimane e 4 nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha registrato 78 nuovi massimi e 100 nuovi minimi annuali.




Fonte: investing.com

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page