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Wall Street ai Massimi Storici: Tecnologia e Nvidia Trainano i Mercati tra Tensioni Globali e Attese sulla Fed


Giovedì l’S&P 500 e il Nasdaq hanno segnato nuovi massimi intraday, sostenuti dal forte rialzo di Nvidia e dal continuo slancio del comparto tecnologico. Gli investitori hanno inoltre monitorato gli ultimi dati macroeconomici e il rilevante incontro tra Stati Uniti e Cina.


Nvidia ha guadagnato il 3,9%, portando la sua capitalizzazione di mercato a circa 5.700 miliardi di dollari. A spingere il titolo è stata un’indiscrezione riportata da Reuters secondo cui Washington avrebbe autorizzato una decina di aziende cinesi ad acquistare l’H200, il secondo chip per l’intelligenza artificiale più avanzato prodotto dal gruppo.


L’ottimismo ha rafforzato il rally che da settimane interessa i titoli tecnologici, in particolare il settore dei semiconduttori, contribuendo a spingere Wall Street verso nuovi record nonostante le continue tensioni geopolitiche in Medio Oriente.


Tra i protagonisti di giornata anche Cisco, balzata del 14,4% fino a toccare un massimo storico. La società ha annunciato il taglio di circa 4.000 posti di lavoro nell’ambito di un piano di riorganizzazione e ha migliorato le previsioni sui ricavi annuali grazie al forte aumento degli ordini provenienti dagli hyperscaler.


Sul fronte macroeconomico, le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono cresciute dello 0,5% ad aprile, in linea con le attese degli analisti. Tuttavia, parte della crescita potrebbe essere legata all’aumento dell’inflazione, alimentato dal rincaro dei prezzi energetici e delle materie prime dovuto al conflitto con l’Iran.


Nel corso della scorsa settimana, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono aumentate moderatamente, confermando comunque la solidità del mercato del lavoro americano.


Alle 12:08 ET, il Dow Jones Industrial Average è salito di 492,38 punti, pari allo 0,99%, a quota 50.185,58, l'S&P 500 ha guadagnato 71,35 punti, pari allo 0,96%, a 7.515,60 e il Nasdaq Composite ha guadagnato 294,47 punti, pari all'1,12%, a 26.696,82.


Anche il Dow Jones si è mantenuto vicino ai suoi livelli record.


Sette degli undici principali comparti dello S&P 500 hanno chiuso la seduta in rialzo, con il settore tecnologico protagonista grazie a un progresso del 2,1%.


In recupero anche il comparto software, che finora aveva mostrato performance più deboli nel corso dell’anno. L’indice software dello S&P 500 è avanzato dell’1,4%, pur restando in calo del 16,3% da inizio anno.


Bene anche il settore finanziario, salito dello 0,7%, sostenuto soprattutto dai titoli del risparmio gestito. Tra i migliori si sono distinti Apollo Global, Blackstone e Ares Management, con guadagni compresi tra il 3,3% e il 4%.


Gli investitori hanno seguito con particolare attenzione anche il vertice tra Stati Uniti e Cina. All’apertura dei due giorni di colloqui, il presidente cinese Xi Jinping ha dichiarato a Donald Trump che i negoziati commerciali stavano avanzando positivamente. Allo stesso tempo, Xi ha avvertito che le tensioni legate a Taiwan potrebbero compromettere seriamente i rapporti bilaterali, fino a sfociare in un possibile conflitto.


La visita di Trump si inserisce inoltre in un contesto di forte attenzione dei mercati verso il conflitto con l’Iran. Secondo un funzionario della Casa Bianca, i leader delle due principali economie mondiali hanno concordato sulla necessità di mantenere aperto lo Stretto di Hormuz e di impedire che l’Iran sviluppi armi nucleari.


Nel frattempo, i dati superiori alle attese su inflazione al consumo e prezzi alla produzione pubblicati questa settimana hanno rafforzato le aspettative di una Federal Reserve orientata a mantenere una politica monetaria restrittiva ancora a lungo.


Sul fronte dei mercati azionari, al NYSE i titoli in rialzo hanno superato quelli in calo con un rapporto di 2,43 a 1, mentre sul Nasdaq il rapporto è stato di 1,85 a 1.


L’indice S&P 500 ha registrato 25 nuovi massimi annuali e 8 nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 87 nuovi massimi a 52 settimane e 104 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

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