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Via libera definitivo al decreto su alluvioni e Campi Flegrei: stanziamenti e misure straordinarie per l’emergenza

La Camera dei deputati ha approvato in via definitiva il decreto-legge che contiene misure urgenti per fronteggiare l’emergenza legata alle alluvioni che hanno colpito l’Emilia-Romagna, la Toscana e le Marche, nonché per rispondere al rischio sismico e bradisismico nell’area dei Campi Flegrei, in Campania. Il provvedimento, diventato ora legge dello Stato, rappresenta un insieme articolato di interventi che si concentrano su tre assi principali: protezione civile e gestione dell’emergenza, ricostruzione e prevenzione, semplificazioni normative e sostegni economici.


Il testo si compone di 38 articoli che definiscono un pacchetto di misure del valore complessivo di oltre 1,3 miliardi di euro. Una parte significativa dello stanziamento – circa 700 milioni – è destinata all’Emilia-Romagna, regione colpita duramente dalle alluvioni del maggio 2023. Le risorse finanzieranno interventi infrastrutturali, rimborsi per i danni subiti da cittadini e imprese, sostegno alle attività agricole e azioni per la messa in sicurezza del territorio. Un altro blocco di fondi, pari a circa 340 milioni di euro, è invece indirizzato all’area dei Campi Flegrei, dove da mesi si registrano frequenti sciami sismici e sollevamenti del suolo causati dal fenomeno del bradisismo.


Tra le principali novità introdotte nel decreto figura la possibilità per la Protezione Civile di nominare commissari straordinari con poteri speciali per accelerare gli interventi nei territori interessati. I commissari avranno la facoltà di agire in deroga ad alcune normative ordinarie, in particolare per quanto riguarda appalti, lavori pubblici e autorizzazioni ambientali. Questa misura è stata giudicata indispensabile per velocizzare la ricostruzione nelle zone devastate dall’alluvione, dove molte famiglie vivono ancora in abitazioni inagibili e intere aree industriali sono rimaste paralizzate per mesi.


Per quanto riguarda l’area dei Campi Flegrei, il decreto prevede lo stanziamento di risorse specifiche per l’adeguamento sismico di scuole, ospedali e strutture pubbliche, nonché per la verifica di edifici privati. Viene inoltre avviato un piano di evacuazione aggiornato per i comuni maggiormente esposti al rischio vulcanico e sismico, tra cui Pozzuoli, Bacoli e Napoli Ovest. Il testo introduce anche incentivi per la delocalizzazione volontaria delle abitazioni costruite in aree a rischio molto elevato, con il coinvolgimento diretto della Regione Campania e del Dipartimento della Protezione Civile.


Sul fronte delle semplificazioni amministrative, il decreto alleggerisce alcune procedure per l’erogazione dei contributi pubblici, riducendo la documentazione richiesta e accelerando i tempi di liquidazione. Viene introdotta anche una procedura speciale per la ricostruzione degli edifici agricoli, che prevede tempi dimezzati rispetto alla normativa ordinaria. Per le imprese danneggiate dalle calamità, è prevista una moratoria sui mutui, contributi a fondo perduto e l’accesso agevolato al Fondo di garanzia per le PMI.


Un’attenzione particolare è riservata anche al tema delle infrastrutture critiche. Il decreto individua una lista di opere prioritarie da realizzare o ripristinare, tra cui argini fluviali, ponti, reti fognarie, strade e tratti ferroviari. Nella zona dei Campi Flegrei, si interviene sulla rete viaria e sul rafforzamento dei collegamenti in vista di eventuali evacuazioni, con il potenziamento delle vie di fuga e la riqualificazione delle aree di raccolta.


Il provvedimento include inoltre una sezione dedicata all’informazione e alla formazione dei cittadini. In collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, verranno attivate campagne di sensibilizzazione sui comportamenti da adottare in caso di emergenza sismica o idrogeologica. Il piano prevede la distribuzione di kit informativi nelle scuole e negli uffici pubblici, oltre alla creazione di una piattaforma digitale per la gestione delle emergenze, che sarà accessibile sia alle autorità locali sia ai cittadini.


Non manca una componente sanitaria all’interno del decreto. Nei comuni interessati dalle emergenze saranno attivati presidi sanitari temporanei, con unità mobili e servizi di supporto psicologico per i cittadini colpiti da traumi post-alluvione o da situazioni di stress legate alla vulnerabilità sismica. In Campania sarà rafforzata la presenza di medici e infermieri di comunità per garantire continuità assistenziale nelle zone più periferiche.


Il decreto ha suscitato un ampio dibattito parlamentare, con diversi emendamenti presentati durante il passaggio alla Camera. Tra quelli accolti, si segnala l’estensione della possibilità di accedere ai fondi anche per i comuni che, pur non essendo stati ufficialmente inseriti tra le aree colpite, hanno subito danni rilevanti. Inoltre, su richiesta di diversi gruppi parlamentari, è stato introdotto un monitoraggio trimestrale degli interventi, affidato alla Corte dei Conti e al Dipartimento per la programmazione, al fine di garantire trasparenza e tracciabilità dell’uso delle risorse.


Dal punto di vista politico, l’approvazione definitiva del decreto ha visto una maggioranza compatta e l’astensione di alcune forze di opposizione, che pur riconoscendo l’urgenza degli interventi hanno espresso perplessità sulla durata delle deroghe e sulla centralizzazione dei poteri in capo ai commissari. I rappresentanti del Governo hanno sottolineato come l’eccezionalità della situazione giustifichi l’adozione di strumenti straordinari, ribadendo che i controlli sulla legalità e la correttezza degli atti saranno comunque garantiti.


L’entrata in vigore della legge rappresenta un passaggio cruciale per l’attuazione degli interventi già annunciati a seguito delle calamità del 2023. Enti locali, cittadini e imprese potranno ora accedere alle misure previste, mentre le amministrazioni centrali e regionali saranno chiamate a mettere in campo tutte le risorse e le competenze per trasformare il provvedimento normativo in interventi concreti sul territorio.

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