Una Europa, un mercato
- piscitellidaniel
- 11 giu
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Nel confronto con Letta, Marcegaglia e Sberna è emersa la necessità di un’indipendenza europea fondata su energia, capitali, difesa e formazione.
Il panel “Una Europa, un mercato” ha riunito Emma Marcegaglia, presidente e amministratore delegato di Marcegaglia Holding, Enrico Letta, decano presso IE University Madrid e autore del rapporto sul futuro del mercato unico europeo, Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo, Maria Latella e Gigi Donelli. La prima parte del confronto, guidata da Maria Latella, ha messo in dialogo Marcegaglia e Letta; nella seconda, Sberna è stata intervistata da Donelli. Il tema comune è stato il superamento delle dipendenze europee.
Letta ha sostenuto che i tempi sono maturi per lavorare a una sorta di Dichiarazione di Indipendenza europea, non in senso retorico, ma come programma economico e istituzionale. Ha indicato energia, connettività, mercati finanziari e difesa come ambiti nei quali l’Europa deve agire con orizzonte di medio-lungo periodo. Il problema, ha spiegato, è che imprese e cittadini chiedono risposte immediate, mentre i progetti strategici richiedono continuità, coordinamento e capacità di decisione comune.
Marcegaglia ha portato la prospettiva dell’impresa industriale. Ha richiamato il peso delle crisi energetiche e delle strozzature internazionali, spiegando che un forte aumento dei costi può incidere direttamente su investimenti, consumi e inflazione. Il passaggio sulle materie prime e sulle rotte strategiche ha mostrato come la competitività europea non dipenda soltanto dalla produttività interna, ma anche dalla sicurezza degli approvvigionamenti. Per l’imprenditrice, l’Europa dispone di risorse, welfare, democrazia e capacità, ma deve rafforzarsi economicamente.
Antonella Sberna ha collocato il tema dentro la dimensione istituzionale europea, insistendo sulla necessità di avvicinare le scelte dell’Unione a cittadini e imprese. Il mercato unico resta la principale infrastruttura economica europea, ma non può funzionare pienamente se i mercati dei capitali sono incompleti, l’energia resta frammentata e la difesa industriale procede per strategie nazionali. L’incontro ha quindi proposto una lettura chiara: l’indipendenza europea non significa chiusura, ma capacità di agire come soggetto economico unitario, dotato di scala, capitale e visione.





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