Trump come Superman: l’ex presidente si trasforma in eroe sui social e rilancia la sua campagna elettorale con messaggi simbolici
- piscitellidaniel
- 11 lug
- Tempo di lettura: 4 min
Donald Trump torna al centro della scena comunicativa con un’operazione mediatica dal forte impatto simbolico: la pubblicazione sui propri profili social di un’immagine che lo raffigura come Superman. In una delle sue più recenti uscite digitali, l’ex presidente è ritratto in una posa da supereroe, con il petto gonfio e lo sguardo rivolto al cielo, mentre sotto la camicia spalancata spicca il simbolo della sua campagna elettorale, al posto della classica “S”. È un’immagine che ha immediatamente fatto il giro del web, diventando virale tra sostenitori e detrattori, e che conferma una volta di più quanto la comunicazione politica di Trump si fondi su un uso spettacolare e iperbolico del linguaggio visivo.
L’illustrazione, curata in stile fotorealistico, raffigura Trump nei panni del salvatore dell’America, in grado di resistere agli attacchi giudiziari, alle polemiche interne, alle inchieste del Congresso e persino ai vincoli della Costituzione. Il messaggio è chiaro: l’ex presidente si considera l’unico in grado di “salvare” il Paese da una deriva progressista e liberale che, a suo dire, starebbe distruggendo l’identità americana. Non è la prima volta che Trump si paragona a figure eroiche o messianiche, ma questa volta l’effetto visivo è stato studiato con particolare attenzione per colpire l’immaginario collettivo degli elettori americani a pochi mesi dalle elezioni presidenziali di novembre.
Una strategia di comunicazione studiata nei minimi dettagli
Il ricorso all’iconografia del supereroe non è casuale. I consulenti di immagine dell’ex presidente, guidati da Dan Scavino e da una squadra di esperti in contenuti virali, hanno costruito negli ultimi mesi una narrazione alternativa in cui Trump non è più solo il leader repubblicano, ma una figura quasi mitologica, perseguitata dalle élite e dai media liberal, ma dotata di una forza superiore, capace di resistere a ogni attacco e di risorgere più forte di prima. In questo contesto, l’immagine di Superman rappresenta la sintesi perfetta tra invulnerabilità e carisma.
Negli Stati Uniti, la figura di Superman incarna da sempre l’ideale dell’uomo giusto, incorruttibile, venuto a salvare la Terra da ingiustizia e caos. Trump fa leva proprio su questo simbolismo per rivolgersi al suo elettorato più fedele, ma anche per tentare di attrarre quell’area grigia di elettori che si sentono delusi dalla politica tradizionale. L’immagine è stata pubblicata pochi giorni dopo che l’ex presidente ha definito la propria campagna “una missione divina”, e ha affermato che “Dio mi ha mandato per salvare gli Stati Uniti da Joe Biden e dal socialismo”.
Un messaggio potente in un momento di alta tensione
La scelta di questa rappresentazione arriva in un momento cruciale per la campagna elettorale. Trump è impegnato in una serrata battaglia legale su più fronti, con diverse inchieste federali ancora aperte, tra cui quella per i documenti riservati conservati a Mar-a-Lago, il procedimento relativo ai fatti del 6 gennaio 2021, e le accuse legate all’ingerenza nelle elezioni in Georgia. Nonostante queste pendenze, i sondaggi lo danno in vantaggio o in parità con Joe Biden in molti stati chiave. L’immagine di Superman serve dunque anche a rafforzare la narrativa del martire combattente, del patriota sotto assedio, ma pronto a tornare in campo con più forza.
Trump e il suo team stanno cercando di ribaltare ogni attacco legale in un’occasione di rafforzamento del consenso. Il concetto è semplice: più l’establishment cerca di fermarlo, più lui si rafforza agli occhi del popolo. L’eroe che resiste al “deep state”, che combatte contro giudici, procuratori e burocrati, diventa un topos narrativo potente, soprattutto tra coloro che si sentono esclusi o ignorati dal sistema politico ed economico. L’uso di immagini così forti aiuta a rafforzare l’identificazione emotiva e a mobilitare un consenso trasversale, che va oltre le tradizionali divisioni ideologiche.
Reazioni contrastanti e amplificazione virale
L’immagine pubblicata da Trump ha generato un’ondata di commenti, reazioni e analisi. I sostenitori l’hanno celebrata come un simbolo di forza, di rinascita e di spirito americano. Molti profili vicini al movimento Make America Great Again l’hanno rilanciata accompagnata da hashtag come #SuperTrump, #RealHero e #OnlyTrump. Sono comparsi anche meme, remix grafici e video montaggi che ritraggono l’ex presidente mentre salva il mondo, sconfigge Biden o abbatte i “nemici dell’America”.
Allo stesso tempo, i detrattori hanno reagito con sarcasmo e critiche feroci. Alcuni hanno definito la trovata “ridicola” o “delirante”, accusando Trump di voler costruire un culto della personalità basato su messaggi infantili e disinformativi. Altri hanno messo in evidenza la distanza tra la figura del supereroe altruista e la realtà di un politico accusato di gravi violazioni costituzionali. Non sono mancate le parodie, che hanno moltiplicato l’effetto virale, contribuendo però involontariamente a rafforzare la circolazione dell’immagine.
La centralità del linguaggio visivo nella campagna elettorale
Questa operazione dimostra ancora una volta quanto la campagna di Trump punti sulla comunicazione visiva e simbolica. Mentre altri candidati si affidano a programmi dettagliati o interviste sui media tradizionali, l’ex presidente continua a utilizzare i social network – in particolare Truth Social, ma anche X (ex Twitter) e Instagram – come canali diretti per influenzare l’opinione pubblica. La sua capacità di controllare l’agenda mediatica attraverso immagini, slogan e provocazioni resta uno dei tratti distintivi della sua strategia.
Le immagini di eroi, guerrieri e redentori fanno parte del repertorio tipico della propaganda politica americana, ma Trump le utilizza in modo sistematico, senza filtri, in una narrazione personalistica che lo pone al centro del destino della nazione. Non si limita a presentarsi come un candidato, ma come una figura epica, investita di una missione quasi sovrumana. Questo stile, che molti analisti considerano populista, trova terreno fertile in un’America profondamente divisa, in cui la percezione conta più dei fatti e l’identità vale più del contenuto programmatico.
Con questa nuova rappresentazione da supereroe, Donald Trump rafforza il legame emotivo con la sua base elettorale e si propone ancora una volta come l’unico leader capace di guidare il Paese in un momento di caos e disillusione. La corsa verso le presidenziali del 2025 entra così in una nuova fase, segnata da simboli potenti, scenari mitici e una battaglia per il consenso che si gioca sempre più sull’immaginario collettivo.

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