Terre rare: il problema non è il minerale
- Luca Brivio
- 22 ore fa
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L'amminstrazione Trump ha recentemente annunciato un investimento in terre rare. 1,8 miliardi, divisi tra equity e debito, in una compagnia americana finalizzata all'estrazione di terre rare, USA Rare Earths.
Come sappiamo, le terre rare sono fondamentale per la produzione di magneti e componentistica elettrica, fondamentali per smartphone, pc ma anche apparecchi, batterie e motori elettrici. Ma sono fondamentali anche per la
Putin, ormai da due anni, ha avviato una campagna militare al fine di prendersi le regioni del Lugansk e del Donyetsk, ricche di terre rare.
Trump ha avviato una campagna al fine di controllare la Groenlandia, che contiene 1,5 milioni di tonnellate di Terre Rare, quasi al pari degli Usa, che ne contengono 1,8 milioni di tonnellate. Numeri comunque irrisori se si confrontano ai 44 milioni di tonnellate di riserve minerarie conosciute in Cina, o ai 21 milioni presenti in Brasile.
Ad oggi la produzione mondiale si attesta intorno alle 400 mila tonnellate, e cresce spaventosamente di anno in anno... Ma non è questo il punto.
Il problema attuale per gli USA non è un problema di estrazione: estraggono infatti ben 45mila tonnellate di minerale, ma potrebbero aumentarne la produzione facilmente. Il problema sono gli step di raffinazione.
Se andiamo a vedere i dati dell'USGS (United States Geological Service), notiamo come praticamente l'intero prodotto estratto dagli Stati Uniti viene spedito in Cina per essere raffinato, per poi tornare negli USA e venire impiegato nelle tecnologie più avanzate, comprese diverse tecnologie cardine per la difesa.
Questo avviene perchè le terre rare sono difficilissime da separare, a causa della loro similarità a livello atomico. La Cina ha attualmente il monopolio sulle tecnologie di raffinazione più avanzate e scalabili.
Il problema, in Occidente, è la mancanza totale di personale specializzato. E la Cina lo sa bene: ha recentemente revocato il passaporto a tutti gli ingegneri minerari che lavorano nel settore, e ne ha richiesto la registrazione presso un database governativo. Senza il know-how cinese, è praticamente impossibile separare le terre rare le une dalle altre su scala industriale (specialmente in merito ai "lantanidi pesanti"). E senza questa competenza fondamentale, la Difesa Americana è compromessa.
L'unica strada percorribile è la ricerca. Ma servono soldi, personale e soprattutto una visione coordinata. Altrimenti è impossibile aspettarsi di raggiungere i livelli tecnologici cinesi. E a quel punto gli USA resteranno dipendenti al 100% dagli impianti cinesi, impossibilitando qualsiasi approvigionamento serio in caso di conflitto.


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