Europa: rischio di una marginalizzazione industriale
- Giuseppe Politi

- 6 ore fa
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L’Unione europea si trova in una fase di ripensamento strategico del proprio modello economico. La competizione globale non si gioca più soltanto sul costo del lavoro o sull’efficienza produttiva, ma sulla capacità di presidiare tecnologie chiave e filiere strategiche. In questo contesto, l’Europa appare in ritardo rispetto agli Stati Uniti, che hanno adottato politiche industriali aggressive, e rispetto alla Cina, che continua a investire massicciamente in settori ad alta intensità tecnologica.Il costo dell’energia, la complessità normativa e la frammentazione dei mercati dei capitali rappresentano fattori di debolezza strutturale. Le imprese europee faticano ad attrarre investimenti e a scalare su dimensioni globali. Senza un cambio di passo, il rischio è una progressiva perdita di peso industriale, con conseguenze dirette su occupazione e crescita.Una risposta efficace richiede una visione comune più ambiziosa, capace di superare logiche nazionali. La competitività europea passa attraverso investimenti condivisi, una politica industriale coordinata e una maggiore integrazione finanziaria. In assenza di queste condizioni, l’Europa rischia di restare schiacciata tra i grandi blocchi economici.




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