"Carta di Amalfi". Cos'è?
- Luca Brivio
- 2 ore fa
- Tempo di lettura: 1 min

La "Carta di Amalfi" è stata in questi giorni citata parecchio: è stato istituito un tavolo di confronto dal ministro del Turismo, il ministro dell'Interno e i sindaci dei comuni turistici che hanno siglato la Carta. È un momento storico che segna l'importanza dell'Industria nel panorama economico italiano.
È stata firmata dai seguenti comuni:
Amalfi, Alberobello, Arzachena, Ayas, Capri, Castellabate, Cortina, Courmayeur, Ischia, Pinzolo / Madonna di Campiglio, Polignano a Mare, Pollica, Positano, Praiano, Ravello, Riomaggiore, Riva del Garda, Roccaraso, San Gimignano, Taormina, Volterra.
Ma di che cosa si tratta? Essa è un documento molto semplice, della lunghezza di una pagina, firmato ad Aprile 2025, da un gruppo d
maggiori poteri per gestire la presenza di “picchi” nelle località, ovvero l’ottimizzazione degli
arrivi di veicoli, treni, imbarcazioni, sulla base degli spazi disponibili e delle infrastrutture di
ricezione effettivamente esistenti;
nuovi strumenti normativi per disciplinare l’offerta di posti letto turistici, evitandone la
concentrazione in zone che dimostrano elevati “indici di turisticità”;
maggiore flessibilità nelle assunzioni di personale - in primis a tempo determinato per il
controllo del territorio, oggi agganciate a vincoli anacronistici e assolutamente non
rispondenti alle esigenze dei Comuni turistici – e più in generale per la gestione degli elevati
afflussi ad esempio, per favorire l’informazione turistica e la pulizia dei luoghi;
riconoscimento di status di Zone Turistiche Speciali (ZTS) e di maggiore flessibilità nella
fiscalità locale per avere leve finanziarie idonee a gestire le esigenze connesse con i
significativi flussi.

Commenti