Tecnologia debole, Cooper vola: i mercati attendono il verdetto sull'S&P 500
- piscitellidaniel
- 5 giorni fa
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Venerdì i principali indici di Wall Street hanno chiuso in ribasso, penalizzati da dati sul mercato del lavoro statunitense superiori alle attese. Il rapporto sull'occupazione ha alimentato le aspettative di una politica monetaria più restrittiva da parte della Federal Reserve, spingendo al rialzo i rendimenti dei Treasury e innescando prese di profitto nel comparto dei semiconduttori dopo il forte rally degli ultimi mesi.
Nel mese di maggio, l'economia statunitense ha creato 172.000 nuovi posti di lavoro nel settore non agricolo, in netto aumento rispetto ai 115.000 di aprile e ben oltre le 85.000 unità previste dagli economisti intervistati da Reuters.
La solidità del mercato del lavoro ha portato gli investitori a rivedere le proprie aspettative sui tassi d'interesse. I rendimenti dei titoli di Stato USA, che si muovono in direzione opposta ai prezzi, sono saliti sensibilmente dopo che il mercato ha quasi completamente incorporato la possibilità di un rialzo dei tassi di 25 punti base entro la fine dell'anno. Prima della diffusione dei dati, la probabilità attribuita dagli operatori a una nuova stretta monetaria era intorno al 60%.
Il report sull'occupazione arriva a poche settimane dalla prima riunione di politica monetaria guidata dal nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, chiamato a gestire un contesto economico caratterizzato da un'inflazione ancora elevata, aggravata anche dalle tensioni geopolitiche legate al conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran.
Tra i titoli più colpiti, Nvidia ha perso il 2,5%, mentre l'Philadelphia Semiconductor Index ha ceduto circa il 5%, interrompendo una corsa che dall'inizio dell'anno aveva portato a un guadagno del 92%.
Il comparto dei semiconduttori è stato uno dei principali motori del recupero di Wall Street dai minimi registrati a marzo fino ai recenti massimi storici. A sostenere il rally dei mercati hanno contribuito anche l'allentamento temporaneo delle tensioni in Medio Oriente e una stagione degli utili aziendali particolarmente solida.
Il comparto tecnologico ha continuato a mostrare debolezza, chiudendo in calo per la terza seduta consecutiva e lasciando sul terreno il 2,7%.
Nonostante la flessione dei titoli tech, sei degli undici principali settori dello S&P 500 hanno terminato la giornata in territorio positivo. A guidare i rialzi sono stati i beni di consumo di prima necessità, favoriti da una rotazione degli investitori verso comparti considerati più difensivi.
Alle 11:52 il Dow Jones Industrial Average ha perso 281,15 punti, pari allo 0,55%, attestandosi a 51.280,78, l'S&P 500 ha ceduto 106,11 punti, pari all'1,40%, scendendo a 7.478,20 e il Nasdaq Composite ha registrato un calo di 636,64 punti, pari al 2,37%, chiudendo a 26.194,32.
Sul fronte della performance mensile, lo S&P 500 e il Nasdaq si apprestavano a registrare la peggior flessione da marzo, mentre il Dow Jones, sostenuto dalla sua composizione ponderata per il prezzo delle azioni, era avviato a chiudere la terza settimana consecutiva in rialzo.
Nel frattempo, i negoziati tra Stati Uniti e Iran restavano in una fase di impasse all'inizio del fine settimana, confermando le difficoltà nel raggiungere un accordo che possa contribuire a porre fine al conflitto nella regione.
Tra i singoli titoli, la performance peggiore è stata quella di Lululemon Athletica, che ha perso l'8% dopo aver rivisto al ribasso le proprie previsioni di utile per l'intero esercizio e aver comunicato una stima sugli utili del secondo trimestre inferiore alle aspettative degli analisti di Wall Street.
Cooper Companies ha messo a segno un forte rialzo, guadagnando l'8,5%, dopo aver pubblicato risultati trimestrali superiori alle attese degli analisti. Il produttore di lenti a contatto ha infatti chiuso il secondo trimestre con performance migliori rispetto alle previsioni del mercato.
Sul fronte degli indici, S&P Global ha confermato che non apporterà modifiche ai criteri di ammissibilità dei suoi principali benchmark. La decisione rende improbabile un ingresso immediato di SpaceX nell'S&P 500 dopo la sua eventuale quotazione in Borsa, destinata a diventare una delle più grandi IPO mai realizzate a livello globale.
L'attenzione degli investitori resta inoltre concentrata sul consueto ribilanciamento degli indici di S&P Dow Jones Indices, i cui risultati saranno comunicati dopo la chiusura delle contrattazioni. Tra i principali candidati all'inclusione nell'S&P 500 figura Marvell Technology, che ha ormai superato una capitalizzazione di mercato di 270 miliardi di dollari.
Dal punto di vista dell'ampiezza del mercato, la seduta ha evidenziato una prevalenza dei ribassi. Al New York Stock Exchange, i titoli in calo hanno superato quelli in rialzo con un rapporto di 2,24 a 1, mentre sul Nasdaq il rapporto è stato di 2,62 a 1.
Per quanto riguarda i nuovi massimi e minimi annuali, lo S&P 500 ha registrato 12 nuovi record a 52 settimane e tre nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha messo a segno 49 nuovi massimi annuali a fronte di 82 nuovi minimi, segnalando una partecipazione al rialzo ancora piuttosto selettiva.
Fonte: investing.com





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