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Riorganizzazione in corso nel Gruppo Angelini: Marullo di Condojanni assume anche il ruolo guida del settore Pharma e nuove spinte strategiche

Nel panorama industriale italiano, il gruppo Angelini sta attraversando una fase di profonda trasformazione e ridefinizione del proprio assetto organizzativo. La novità principale consiste nella riassegnazione di ruoli dirigenziali all’interno della struttura, con l’accentramento a Sergio Marullo di Condojanni non solo della carica di Amministratore Delegato dell’holding, ma anche della responsabilità diretta sul ramo Pharma — una mossa che segna un cambio di passo evidente rispetto alla struttura precedente, in cui le divisioni farmaceutiche godevano di una autonomia gestionale più marcata.


Questa scelta non è soltanto formale: indica la volontà del gruppo di integrare ancora più strettamente le strategie operative e di investimento tra il core farmaceutico e le altre aree di business, come quella tecnologia industriale e il largo consumo. Nel nuovo assetto, la divisione farmaceutica non resterà un ramo specialistico indipendente ma sarà parte integrante del disegno strategico complessivo, con una supervisione diretta da chi guida l’intero gruppo.


La decisione di conferire al vertice del gruppo la responsabilità del settore farmaceutico si inserisce in uno scenario dove Angelini sta già operando in un contesto poliedrico: non è solo un’azienda farmaceutica, ma un gruppo che opera anche nei beni di consumo, nella tecnologia industriale, nei profumi, nei vini, e in altri segmenti diversificati. Nel corso degli anni, Angelini ha abbracciato un modello multi-business, con un presidio significativo in vari settori. Le nuove scelte di governance, dunque, cercano di ricomporre sotto una visione unitaria quelle che erano prima leve operative relativamente autonome.


A livello di governance, Sergio Marullo di Condojanni è già dal 2020 Amministratore Delegato dell’holding, con incarichi di rilievo anche in società controllate e partecipate del gruppo. Il suo profilo è multidisciplinare: laureato in Giurisprudenza con indirizzo economico-finanziario, con un dottorato in arbitrato internazionale, ha maturato esperienze in ambito finanziario e accademico. È presente in ruoli di presidio in varie entità del gruppo, come Angelini Technologies e Angelini Investments, oltre che in funzioni strategiche della governance industriale.


Il fatto che ora assuma anche la guida operativa della divisione farmaceutica sottolinea come la direzione strategica del gruppo intenda unificare le scelte di innovazione farmacologica e di mercato all’interno di una visione centralizzata. Il farmaceutico rappresenta una parte rilevante del fatturato di Angelini, ed è un motore della reputazione e della competenza tecnologica del gruppo. Con Marullo di Condojanni al timone anche di quella componente, si potrà ottenere una maggiore coerenza nella allocazione delle risorse, nella ricerca e sviluppo e nelle acquisizioni, oltre a facilitare sinergie con le altre aree.


Questa riorganizzazione arriva in un contesto in cui Angelini ha già mostrato ambizioni rilevanti: negli ultimi anni, il gruppo ha registrato un trend di crescita costante, con aumenti dei ricavi consolidati, un margine operativo lordo in miglioramento e investimenti significativi nei vari business. In particolare, nell’area della salute mentale e delle neuroscienze il gruppo ha posto molte speranze, puntando su molecole innovative e strategie mirate in segmenti terapeutici in espansione. Parallelamente, è attiva la spinta verso la tecnologia industriale, attraverso l’automazione, la robotica e l’adozione di soluzioni digitali anche nei processi produttivi.


L’integrazione del ramo Pharma sotto la supervisione del CEO contribuisce a rafforzare la dimensione strategica del settore salute nel piano globale del gruppo. Non si tratta solo di far “gestire” gli affari farmaceutici in chiave operativa, ma di allineare la roadmap di sviluppo di nuovi farmaci, le politiche di internazionalizzazione, le collaborazioni, le acquisizioni e gli investimenti infrastrutturali con gli obiettivi complessivi dell’intero gruppo.


Il momento è delicato: Angelini dovrà gestire la transizione senza indebolire la capacità innovativa e operativa del ramo farmaceutico, né mettere in difficoltà le altre aree di business. Pur integrandosi maggiormente, il settore Pharma dovrà restare competitivo nei processi decisionali, nella ricerca scientifica e nel contatto con i mercati regolamentati. Il successo di questa svolta dipenderà dalla capacità del gruppo di mantenere equilibrio tra unità strategica e competenze specialistiche.


Nell’attuale fase di ridefinizione, la riorganizzazione annunciata delimita un disegno ambizioso: la volontà di Angelini è diventare non solo una realtà diversificata in Italia e all’estero, ma un gruppo coerente nella visione, capace di far convergere crescita tecnologica, innovazione farmaceutica e strategie industriali su un piano coordinato, con un vertice che non sia solo sintesi unità ma motore attivo delle spinte competitive di ciascuna divisione.

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