top of page

Richemont accelera con la gioielleria

28 lug
Tempo di lettura: 2 min

Cartier e Van Cleef & Arpels trainano un trimestre superiore alle attese e consolidano il vantaggio dei beni ad alta riconoscibilità.


Richemont ha aperto l’esercizio con ricavi trimestrali pari a 6,329 miliardi di euro, in aumento del 20% a cambi costanti e del 17% a cambi effettivi. Il risultato è stato sostenuto da una crescita diffusa per aree geografiche, canali distributivi e divisioni, nonostante la volatilità geopolitica e l’aumento dei costi delle materie prime.


Le maison di gioielleria hanno registrato ricavi per 4,732 miliardi, con un incremento del 24% a cambi costanti. Cartier, Van Cleef & Arpels, Buccellati e Vhernier hanno così realizzato il settimo trimestre consecutivo di crescita a doppia cifra. Il dato conferma la maggiore resilienza dei prodotti caratterizzati da elevata riconoscibilità, contenuto artigianale, valore simbolico e disponibilità limitata.


Anche gli specialisti dell’orologeria hanno mostrato un miglioramento, con vendite in crescita dell’8%, mentre le altre attività, comprendenti moda e accessori, sono avanzate del 9%. La struttura del gruppo rimane tuttavia fortemente concentrata sulla gioielleria. Tale concentrazione costituisce un vantaggio nei periodi di domanda robusta, ma richiede controlli accurati sull’approvvigionamento di oro, pietre preziose e componenti, oltre che sulla tracciabilità e sulla conformità alle norme contro il riciclaggio.


Il canale retail diretto è cresciuto del 24% e ha rappresentato il 71% delle vendite. La maggiore incidenza della distribuzione proprietaria consente a Richemont di controllare prezzi, esperienza del cliente e disponibilità dei prodotti. Comporta però investimenti immobiliari, costi fissi e responsabilità operative più elevate. Ogni apertura deve quindi essere valutata mediante procedure di allocazione del capitale coerenti con la redditività attesa e con la capacità del mercato locale di sostenere la domanda.


La crescita del 27% nelle Americhe, del 21% nell’Asia-Pacifico e del 36% in Giappone evidenzia una base geografica articolata. In Europa l’incremento è stato dell’11%, mentre Medio Oriente e Africa sono tornati in territorio positivo. La posizione di cassa netta, pari a 9,1 miliardi di euro, offre al gruppo ampia flessibilità, ma accresce l’attenzione degli investitori sull’impiego delle risorse tra investimenti produttivi, acquisizioni e remunerazione degli azionisti.


La performance rafforza il valore della disciplina distributiva: disponibilità controllata, protezione dei prezzi e rapporto diretto con la clientela limitano la dipendenza dalle promozioni e preservano il valore nel mercato secondario.

Post correlati

Mostra tutti

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page