Poste e Tim, Del Fante rilancia l’integrazione: «L’unione crea più valore, uno più uno fa tre»
- piscitellidaniel
- 2 giorni fa
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L'integrazione tra Poste Italiane e Tim rappresenta una delle operazioni industriali più rilevanti degli ultimi anni nel panorama italiano delle telecomunicazioni e dei servizi digitali. A ribadirne la portata è stato l'amministratore delegato di Poste, Matteo Del Fante, secondo il quale la combinazione tra i due gruppi dimostra che "uno più uno fa tre", sintetizzando il principio delle sinergie industriali che potrebbero nascere dall'unione di due realtà storiche e complementari. Il manager ha evidenziato come l'obiettivo non sia una semplice acquisizione finanziaria, ma la costruzione di un grande operatore nazionale capace di accompagnare la trasformazione digitale del Paese, mettendo insieme la capillare presenza territoriale di Poste con le infrastrutture di telecomunicazione, cloud e servizi digitali sviluppate da Tim.
Secondo Del Fante, il progetto è il risultato di una strategia avviata diversi anni fa e maturata progressivamente fino all'offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata su Tim. L'operazione punta a creare un gruppo con una maggiore capacità di investimento, una struttura patrimoniale più solida e una presenza ancora più forte nei settori della connettività, dei pagamenti digitali, dei servizi finanziari, dell'energia e della trasformazione tecnologica della pubblica amministrazione e delle imprese. Le sinergie attese riguardano numerosi ambiti operativi, dal customer care agli acquisti centralizzati, fino all'integrazione tra Poste Mobile e Tim, mantenendo però il marchio Tim come operatore autonomo sul mercato delle telecomunicazioni. L'obiettivo dichiarato è rendere l'azienda più competitiva e in grado di accelerare il processo di consolidamento del settore senza ridurre il livello di concorrenza.
L'operazione assume anche un forte valore strategico per il sistema economico nazionale. Dall'integrazione nascerebbe infatti un gruppo con ricavi superiori ai 26 miliardi di euro, oltre 150 mila dipendenti e una presenza diffusa su tutto il territorio attraverso circa 13 mila uffici postali, migliaia di punti vendita Tim e un'ampia rete di servizi digitali. Per Poste Italiane, l'aggregazione consentirebbe di rafforzare il proprio ruolo di piattaforma integrata capace di collegare cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni, mentre per Tim significherebbe poter contare su un azionista stabile, orientato a investimenti di lungo periodo. Del Fante ha inoltre sottolineato che il progetto non nasce da indicazioni del Governo, ma da una valutazione industriale sviluppata internamente nel corso degli ultimi cinque anni, con l'obiettivo di creare valore sia per gli azionisti sia per il Paese.
L'operazione resta comunque soggetta al completamento dell'OPAS, all'adesione degli azionisti e al via libera delle autorità competenti, a partire da Consob e dalle autorità antitrust. Nelle prossime settimane il mercato seguirà con attenzione l'evoluzione dell'offerta, chiamata a ridefinire gli equilibri di uno dei comparti più strategici dell'economia italiana. Se il progetto dovesse andare a buon fine, nascerebbe un gruppo destinato a svolgere un ruolo centrale nello sviluppo delle infrastrutture digitali, nella diffusione dei servizi innovativi e nella competitività del sistema produttivo nazionale. Per Del Fante, la formula "uno più uno fa tre" non rappresenta soltanto uno slogan, ma la convinzione che l'integrazione tra competenze, reti e capacità di investimento possa generare un valore superiore alla semplice somma delle due aziende, rafforzando la posizione dell'Italia in un mercato europeo sempre più orientato verso il consolidamento e l'innovazione tecnologica.


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