Portiere a termine, il condominio è datore di lavoro responsabile
- piscitellidaniel
- 3 giorni fa
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Il diritto di precedenza vincola anche l’amministratore quando gestisce nuove assunzioni.
Quando il condominio assume un portiere con contratto a tempo determinato, l’amministratore agisce come rappresentante del datore di lavoro collettivo e deve applicare le regole del lavoro subordinato. L’articolo 24 del decreto legislativo n. 81 del 15 giugno 2015 riconosce al lavoratore a termine che abbia prestato attività per più di sei mesi un diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi per le mansioni già espletate, purché il lavoratore manifesti per iscritto la volontà di avvalersene.
Nel portierato condominiale la regola assume un rilievo pratico immediato. Se il portiere a termine ha comunicato correttamente la volontà di esercitare la precedenza, l’assemblea non può ignorare tale posizione quando decide una nuova assunzione stabile per le stesse mansioni. L’obbligo grava sul condominio e viene gestito dall’amministratore, che deve informare i condòmini del vincolo prima della delibera, evitando che la scelta del personale avvenga come se il precedente rapporto fosse irrilevante.
La violazione può generare responsabilità risarcitoria e contenzioso lavoristico, con costi destinati a ricadere sulla collettività condominiale. Per questo la gestione del servizio di portineria non può essere affidata a prassi informali. Occorrono contratti scritti, scadenze monitorate, comunicazioni conservate e delibere assembleari coerenti con il quadro normativo. Il condominio datore di lavoro deve quindi muoversi con la stessa attenzione richiesta a qualsiasi organizzazione: la dimensione domestica dell’edificio non attenua gli obblighi verso il personale.





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