FerX definitivo, corsia rapida per i grandi impianti rinnovabili
- Luca Baj

- 16 ore fa
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Il nuovo decreto accelera gli investimenti green e ridisegna il sistema di accesso agli incentivi tra accesso diretto e aste competitive
Il decreto FerX definitivo segna un passaggio rilevante per la politica energetica italiana, perché definisce il quadro di sostegno alla nuova produzione elettrica da fonti rinnovabili con un contingente massimo pari a 37,15 GW. Il provvedimento, firmato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin dopo il via libera della Commissione europea al regime di aiuti da 23 miliardi di euro, punta ad accelerare gli investimenti e ad avvicinare i costi di generazione alla competitività di mercato. Il meccanismo distingue due canali di accesso: gli impianti fino a 1 MW, ammessi direttamente agli incentivi, e quelli di taglia superiore, che accederanno tramite procedure competitive gestite dal GSE.
Sul piano quantitativo, la ripartizione dei contingenti conferma la centralità delle tecnologie mature. Alle aste sono destinati 16,5 GW per l’eolico, 10 GW per il fotovoltaico, 0,63 GW per l’idroelettrico e 0,02 GW per i gas residuati dai processi di depurazione. Per gli impianti di minore dimensione sono invece riservati 10 GW. Il decreto demanda al GSE, entro 60 giorni dall’entrata in vigore, la definizione delle regole operative per l’accesso agli incentivi, comprese le modalità semplificate per gli impianti fino a 1 MW e il calendario dei bandi. All’Arera spetterà invece, entro 90 giorni, la fissazione dei prezzi di aggiudicazione per gli impianti in accesso diretto, differenziabili per tecnologia e taglia.
Per partecipare alle aste saranno necessari titolo abilitativo, preventivo di connessione accettato in via definitiva e registrazione dell’impianto sul sistema Gaudì di Terna. Gli operatori dovranno inoltre presentare una manifestazione di interesse e formulare un’offerta di riduzione percentuale sul prezzo di esercizio. I valori di riferimento indicati dal decreto sono pari a 80 euro/MWh per il fotovoltaico, 85 euro/MWh per l’eolico, 90 euro/MWh per l’idroelettrico e 85 euro/MWh per i gas residuati, con relative forcelle minime e massime. Sono previste maggiorazioni di +27 euro/MWh per impianti fotovoltaici in sostituzione di eternit o amianto e di +10 euro/MWh per quelli realizzati su specchi d’acqua.
Il sostegno sarà riconosciuto attraverso contratti per differenza bidirezionali, con l’obiettivo di rafforzare il percorso verso il 39,4% di consumi elettrici da rinnovabili entro il 2030.
Il provvedimento fissa i tempi massimi di realizzazione: 36 mesi per eolico e fotovoltaico, 54 mesi per le nuove costruzioni idroelettriche e 48 mesi per i nuovi impianti e i potenziamenti relativi ai gas residuati dai processi di depurazione. L’impostazione regolatoria mira a ridurre il rischio di ritardi, selezionare progetti più maturi e rendere il sistema incentivante coerente con gli obiettivi di decarbonizzazione, sicurezza energetica e sviluppo della filiera nazionale.





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