Nvidia riavvia le consegne in Cina: via libera a un nuovo chip AI conforme alle restrizioni USA
- piscitellidaniel
- 15 lug
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Nvidia ha annunciato la ripresa delle consegne di un chip progettato specificamente per il mercato cinese, compatibile con i limiti imposti dalle restrizioni statunitensi sull’export di tecnologie avanzate. La mossa segna un’importante evoluzione nelle relazioni tra l’industria americana dei semiconduttori e il più grande mercato mondiale per l’intelligenza artificiale dopo gli Stati Uniti. Il nuovo chip, pur con prestazioni inferiori rispetto ai modelli di punta vietati dall’amministrazione statunitense, rappresenta una soluzione tecnica e diplomatica per consentire a Nvidia di mantenere una presenza commerciale in Cina senza violare le regole imposte dal Dipartimento del Commercio USA.
Secondo quanto riportato dai media cinesi e confermato da fonti industriali, il chip in questione appartiene a una nuova linea di prodotti destinati a soddisfare la crescente domanda di capacità computazionali in settori strategici come la visione artificiale, l’elaborazione linguistica, la guida autonoma e la robotica industriale. Il nome del chip non è stato ufficialmente rivelato, ma è noto che si tratta di una versione modificata della famiglia H100/A100, i processori di fascia alta usati per addestrare e far funzionare i modelli di intelligenza artificiale generativa più avanzati.
Il nuovo componente, con capacità computazionale ridotta rispetto ai modelli originali, è stato progettato in modo da restare al di sotto della soglia critica fissata dalle normative statunitensi, che vietano l’esportazione verso la Cina di chip in grado di superare determinati parametri di prestazioni per motivi di sicurezza nazionale. Questo compromesso tecnico consente a Nvidia di proseguire la fornitura ai suoi partner cinesi, tra cui colossi come Alibaba, Tencent e Baidu, impegnati a sviluppare infrastrutture cloud e modelli linguistici proprietari.
Il ritorno di Nvidia sul mercato cinese assume un significato strategico in un momento di crescente competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina, con il settore dei semiconduttori al centro della rivalità geopolitica. Dopo le misure restrittive imposte da Washington nell’ottobre 2022 e rafforzate nell’ottobre 2023, numerose aziende americane hanno dovuto sospendere le vendite di componenti avanzati verso la Cina, causando un impatto diretto sul fatturato e una ridefinizione delle strategie industriali.
Nel caso di Nvidia, il mercato cinese rappresentava nel 2022 circa il 20-25% delle vendite complessive della divisione data center. L’interruzione forzata delle consegne ha avuto un impatto non trascurabile sul business, sebbene compensato in parte dal boom della domanda in altri mercati globali. Il lancio di un chip compatibile con i vincoli normativi è dunque anche una mossa commerciale per riconquistare quote di mercato e consolidare relazioni con partner locali che stanno accelerando lo sviluppo di soluzioni AI interne, nel timore di una crescente instabilità nei rifornimenti occidentali.
L’iniziativa di Nvidia si colloca in un contesto di crescente adattamento delle grandi tech americane alle nuove regole del gioco. Mentre l’amministrazione Biden mantiene la linea dura sulle esportazioni tecnologiche sensibili, i principali attori del settore cercano soluzioni tecniche e giuridiche per non perdere l’accesso a un mercato da miliardi di dollari. Anche altri produttori di semiconduttori, come AMD e Intel, hanno intrapreso progetti di redesign per creare chip “export-compliant” destinati alla Cina.
Il nuovo chip Nvidia sarà prodotto con la stessa tecnologia di processo a 5 nanometri dei modelli di fascia alta e realizzato nelle fonderie taiwanesi di TSMC. Secondo fonti vicine alla catena di approvvigionamento, le prime consegne sono già partite alla fine di giugno e saranno seguite da una distribuzione più ampia nel terzo trimestre. Le unità sono destinate principalmente a data center per il calcolo AI e ambienti di addestramento di modelli linguistici di media complessità, non idonei a supportare carichi computazionali massivi come quelli richiesti per i modelli di tipo GPT-4.
Tuttavia, le imprese cinesi hanno accolto con favore la disponibilità di una soluzione parziale, che consente loro di mantenere attivi i progetti in corso senza dover ricorrere completamente a tecnologie domestiche, ancora in fase di sviluppo. L’annuncio di Nvidia è stato interpretato come un segnale di stabilizzazione e di apertura tecnica all’interno di un quadro geopolitico ancora molto teso. Alcuni analisti sostengono che questa strategia possa diventare un modello per altre aziende USA, desiderose di non abbandonare il mercato cinese ma consapevoli della necessità di adattarsi a una normativa sempre più rigida.
Resta aperta la questione delle possibili contromisure da parte di Pechino. Il governo cinese ha risposto alle restrizioni americane con piani di autosufficienza tecnologica, massicci investimenti pubblici e il rafforzamento del fondo per i semiconduttori. Le imprese cinesi come Huawei e SMIC stanno accelerando lo sviluppo di chip proprietari, sebbene con capacità ancora inferiori rispetto ai leader globali. La disponibilità del chip Nvidia rappresenta quindi una finestra di opportunità che potrebbe chiudersi in futuro, qualora le tensioni dovessero ulteriormente peggiorare.
Nel frattempo, il mercato osserva con attenzione l’evoluzione della strategia di Nvidia, che continua a dominare il segmento dei chip per intelligenza artificiale grazie a un vantaggio tecnologico maturato in oltre dieci anni di investimenti. Il compromesso trovato con le autorità USA per rientrare nei limiti consentiti senza rinunciare completamente alla clientela cinese rappresenta un punto di equilibrio delicato tra esigenze economiche, vincoli normativi e pressione geopolitica. Con il lancio del nuovo chip, Nvidia scommette sulla flessibilità tecnica come strumento di sopravvivenza commerciale in un contesto internazionale sempre più frammentato.

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