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Nissan riparte dal Giappone: la nuova Skyline al centro del rilancio

5 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Produzione domestica, sviluppo più rapido e controllo dei costi guidano la strategia del gruppo automobilistico.


Illustrazione di una fabbrica moderna

Nissan punta sul Giappone per consolidare il rilancio industriale. In un’intervista all’Asahi ripresa dall’ANSA, l’amministratore delegato Ivan Espinosa indica nella produzione nazionale un pilastro della ripresa. La futura Skyline, la cui presentazione è prevista a dicembre, sarà uno dei simboli di questa impostazione.

Il gruppo mira a produrre in Giappone un milione di veicoli l’anno, circa il 40% in più rispetto all’esercizio 2025, rafforzandone anche il ruolo di base per le esportazioni. Nel trimestre aprile-giugno Nissan è tornata all’utile dopo due anni di risultati trimestrali negativi, sostenuta dal contenimento dei costi e dallo yen debole. Le vendite globali sono invece diminuite dello 0,9%, a circa 700 mila unità.

La Skyline inaugurerà un processo di sviluppo assistito dall’intelligenza artificiale che, secondo il management, dovrebbe ridurre i tempi da 50 a 26 mesi. Si tratta di un obiettivo industriale: accorciare il ciclo di progettazione può anticipare i ricavi e limitare le risorse immobilizzate, ma il beneficio effettivo dipenderà dalla qualità dei modelli e dalla domanda.

Espinosa ha inoltre smentito negoziati con Anduril per lo stabilimento di Oppama, destinato a interrompere la produzione nell’esercizio 2027. La scelta del futuro utilizzo passerà da una procedura aperta, valutando finanze e comunità locale. Restano in corso i colloqui con Honda sui veicoli definiti dal software.

Per valutare il rilancio occorrerà distinguere il recupero dei margini favorito dal cambio dalla capacità di generare ordini. Una maggiore produzione interna può migliorare l’assorbimento dei costi fissi se accompagnata dalle vendite; in caso contrario rischia di aumentare scorte e capitale circolante. Anche la velocità di sviluppo andrà misurata insieme a difettosità, spese di garanzia e redditività per modello. La programmazione degli acquisti e la logistica diventano quindi anche variabili decisive nel passaggio dagli obiettivi produttivi ai flussi di cassa.

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