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La nuova interpretazione dei principi di limitazione della finalità e conservazione dei dati

15 nov 2022
Tempo di lettura: 1 min

Recentemente la corte Europea è intervenuta fornendo alcune indicazioni in merito all’istituto delle finalità del trattamento.

In particolare è opportuno ricordare che il GDPR regola le condizioni di legittimità del trattamento dei dai personali e tra queste regole troviamo anche il principio di finalità secondo cui il trattamento è lecito se i dati vengono utilizzati nel rispetto della motivazione per il quale sono raccolti.

Il caso che ha portato alla decisione della Corte è sorto per rispondere al quesito se la registrazione e la conservazione di un dato, da parte di una nuova banca dati, costituissero un “ulteriore trattamento” del dato stesso. In particolare una conosciuta società di servizi e telediffuzione Ungherese a seguito di un guasto aveva creato una banca dati parallela al fine di gestire la conclusione e l’esecuzione dei contratti dei propri abbonati.

Secondo i Giudici Europei il trattamento ulteriore effettuato dalla società era compatibile con la loro raccolta.

Tale pronuncia può essere considerata un’apertura all’utilizzo dell’istituto della compatibilità del trattamento. In particolare lo stesso potrebbe essere considerato uno strumento per il bilanciamento dei principi per protezione dei dati.


 
 
 

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