“La corsa al cacao si vince investendo in piantagioni di proprietà”: la strategia di Ritter contro la volatilità del mercato
- piscitellidaniel
- 2 ott
- Tempo di lettura: 3 min
In un settore dove i prezzi delle materie prime oscillano e la sostenibilità delle filiere diventa fattore competitivo, Ritter Sport ha scelto una strada alternativa: non più solo acquisto contrattualizzato e certificato del cacao, ma un investimento diretto in piantagioni proprie, capaci di garantire maggiore controllo, tracciabilità e potenziale autonomia produttiva. Questo passaggio segna una trasformazione culturale e strategica nel mondo del cioccolato, dove chi controlla la materia prima può ridurre i rischi legati allo sciacallaggio dei prezzi e consolidare un vantaggio competitivo.
Da tempo Ritter Sport ha avviato il progetto “El Cacao” in Nicaragua, una piantagione di proprietà che opera secondo i principi dell’agricoltura integrata e della biodiversità. L’obiettivo dichiarato è che, nel medio termine, parte significativa del fabbisogno di cacao per la produzione dell’azienda possa essere soddisfatto direttamente da questa piantagione, riducendo la dipendenza da fornitori esterni e neuvolando i margini di manovra sui mercati internazionali. Attualmente, Ritter copre circa l’85 % del suo fabbisogno di massa e burro di cacao attraverso programmi di partnership con cooperative nei Paesi produttori, ma la piantagione El Cacao rappresenta il tentativo più avanzato di internalizzazione della materia prima.
La scelta non è semplice né priva di rischi. Coltivare cacao in zone climaticamente fragili richiede competenze agronomiche sofisticate: occorre gestire suoli tropicali, garantire irrigazione, monitorare parassiti, mantenere fertilità e preservare la biodiversità. Ritter ha affrontato queste sfide costruendo vivai interni, selezionando varietà resilienti, integrando sistemi agroforestali e mantenendo un nucleo significativo di foresta naturale all’interno della proprietà al fine di proteggere ecosistemi e garantire equilibrio ambientale. Parte della piantagione non destinata alla coltivazione attiva è lasciata a boschi, zone umide e corridoi ecologici, per tutelare flora, fauna e suolo.
Il vantaggio competitivo che Ritter persegue con questa strategia è triplice. Primo, la stabilità del prezzo: coltivando in proprio parte del cacao, l’azienda può parzialmente schermarsi dalle oscillazioni globali dei costi e dalle speculazioni internazionali. Secondo, la qualità: avendo responsabilità diretta sulla coltivazione, Ritter può influenzare scelte agronomiche, tempi di raccolta, fermentazione e trattamento, ottimizzando il profilo aromatico delle fave. Terzo, la sostenibilità percepita e comunicativa: disporre di una piantagione di proprietà rafforza la credibilità verso i consumatori, che vedono non solo certificazioni ma un impegno concreto e tangibile sul campo.
Negli ultimi anni, Ritter ha fatto passi avanti anche nella trasparenza: l’azienda ha pubblicato il suo primo “Cacao Report”, rendendo note le sue politiche di approvvigionamento, programmi di partnership e i risultati ottenuti nelle filiere internazionali. La tracciabilità è arrivata al 100 % delle organizzazioni di produttori, con l’obiettivo di estenderla entro il 2025 fino alla singola azienda agricola. In parallelo, Ritter ha adottato requisiti di sostenibilità robusti, certificazioni come Rainforest Alliance e Fairtrade per tutto il cacao utilizzato e programmi di miglioramento agricolo delle cooperative con cui collabora.
Tuttavia, l’autonomia totale resta un obiettivo distante. Anche se El Cacao potrà coprire una parte non trascurabile del fabbisogno nei prossimi anni, la maggioranza del cacao continuerà a venire dalle partnership esterne, perché la scala produttiva necessaria per soddisfare la produzione globale di Ritter è molto elevata. Inoltre, gli investimenti iniziali per infrastrutture, macchinari, sistemi idrici e gestioni agronomiche sono importanti e i ritorni si manifestano solo nel medio-lungo termine.
La strategia di Ritter rappresenta un modello che altre aziende del settore guardano con interesse: in un contesto in cui l’imprevedibilità climatica e le richieste etiche dei consumatori aumentano, la verticalizzazione della filiera può trasformarsi in leva strategica per chi ha risorse, visione e pazienza. L’evoluzione del progetto El Cacao nei prossimi anni sarà osservata come un test cruciale del valore reale di controllare la fonte del proprio ingrediente simbolo.

Commenti