La Commissione europea accusa TikTok di non proteggere adeguatamente i minori: possibile violazione del Digital Services Act
- piscitellidaniel
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La Commissione europea ha notificato a TikTok le proprie conclusioni preliminari nell'ambito dell'indagine avviata ai sensi del Digital Services Act (DSA), sostenendo che la piattaforma non garantirebbe un livello di protezione sufficiente agli utenti minorenni. Secondo Bruxelles, alcune impostazioni degli account e il funzionamento dei sistemi di raccomandazione dei contenuti non rispetterebbero gli standard previsti dalla normativa europea per la tutela dei minori online. Si tratta di un passaggio significativo nell'attività di vigilanza sulle grandi piattaforme digitali e potrebbe aprire la strada a un procedimento sanzionatorio qualora le contestazioni fossero confermate al termine dell'istruttoria.
Al centro delle contestazioni vi è la possibilità, per gli utenti minorenni, di mantenere il proprio account come pubblico, consentendo così la visualizzazione dei contenuti anche da parte di persone prive di un profilo TikTok. Inoltre, secondo la valutazione preliminare della Commissione, i video pubblicati dagli adolescenti di età compresa tra 16 e 17 anni possono essere suggeriti ad altri utenti attraverso il sistema "For You", aumentando notevolmente la loro esposizione. Bruxelles ritiene che, in linea con le linee guida europee sulla protezione dei minori, gli account pubblici dei ragazzi dovrebbero essere configurati in modo che i contenuti risultino visibili esclusivamente agli utenti autorizzati dal titolare dell'account e non a un pubblico potenzialmente illimitato.
L'indagine rientra nell'applicazione del Digital Services Act, il regolamento europeo entrato in vigore per rafforzare la sicurezza dello spazio digitale e attribuire maggiori responsabilità alle piattaforme online di grandi dimensioni. Il DSA impone infatti ai cosiddetti Very Large Online Platforms di valutare e mitigare i rischi sistemici derivanti dai propri servizi, con particolare attenzione alla tutela dei minori, alla trasparenza degli algoritmi e alla prevenzione della diffusione di contenuti dannosi. Negli ultimi mesi la Commissione ha intensificato i controlli anche nei confronti di altri grandi operatori del settore tecnologico, segnalando la volontà di applicare con rigore le nuove regole europee.
Le conclusioni trasmesse a TikTok sono tuttavia preliminari e non costituiscono ancora una decisione definitiva. La società avrà la possibilità di accedere agli atti dell'indagine, presentare osservazioni e difendere la conformità delle proprie procedure prima che Bruxelles assuma una decisione finale. Se le contestazioni dovessero essere confermate, la Commissione potrebbe adottare un provvedimento formale di infrazione e imporre una sanzione amministrativa fino al 6% del fatturato mondiale annuo dell'azienda, oltre a richiedere l'adozione di specifiche misure correttive per adeguare la piattaforma agli obblighi previsti dal regolamento europeo.
La vicenda conferma come la protezione dei minori online sia ormai diventata una delle priorità della strategia digitale dell'Unione europea. L'obiettivo delle istituzioni comunitarie è garantire che i social network adottino impostazioni predefinite più sicure, limitino l'esposizione dei giovani utenti a rischi inutili e rendano maggiormente trasparenti i meccanismi che regolano la diffusione dei contenuti. Per le piattaforme digitali si tratta di una sfida destinata ad avere effetti profondi sull'organizzazione dei servizi e sulle modalità di progettazione degli algoritmi, mentre per l'Unione europea rappresenta un nuovo banco di prova nell'attuazione concreta del Digital Services Act, destinato a ridefinire gli standard di sicurezza e responsabilità nel mercato digitale europeo.

