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Inflazione in Italia: a giugno risale all'1,7% secondo le stime preliminari dell'Istat

Nel mese di giugno 2025, l'Istat ha registrato un aumento dell'inflazione in Italia, con l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) che ha segnato un +1,7% su base annua, rispetto all'1,6% di maggio. Questo incremento, seppur contenuto, rappresenta un'inversione di tendenza rispetto al rallentamento osservato nei mesi precedenti.


L'inflazione di fondo, che esclude le componenti più volatili come energia e alimentari freschi, si è attestata al +2,0%, in lieve aumento rispetto al +1,9% di maggio. Questo dato suggerisce una pressione inflazionistica più persistente nel sistema economico, al di là delle fluttuazioni temporanee dei prezzi energetici.


Analizzando le componenti dell'indice, si osserva che i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, hanno registrato un'accelerazione, passando da +3,1% a +3,4%. In particolare, gli alimentari lavorati hanno visto un incremento del +3,5%, mentre quelli non lavorati sono saliti del +3,8%. Questi aumenti hanno avuto un impatto significativo sul cosiddetto "carrello della spesa", che ha registrato un'inflazione del +3,2%.


Per quanto riguarda i beni energetici, si è osservata una diminuzione dei prezzi degli energetici non regolamentati, con un calo del -2,0% rispetto al mese precedente. Tuttavia, gli energetici regolamentati hanno continuato a mostrare un aumento significativo, con un +28,5% su base annua, sebbene in lieve rallentamento rispetto al +29,1% di maggio.


Nel settore dei servizi, i prezzi relativi ai trasporti hanno registrato una flessione del -1,5% su base mensile, contribuendo a contenere l'inflazione complessiva. Al contrario, i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona hanno visto un aumento del +0,8%, mentre i servizi ricettivi e di ristorazione sono saliti del +0,9%.


A livello territoriale, le variazioni dell'inflazione sono state eterogenee. Le città di Bolzano, Napoli e Venezia hanno registrato l'inflazione più elevata, con un +2,3%, seguite da Padova con +2,2%. Al contrario, le città con l'inflazione più contenuta sono state Firenze (+1,0%), Aosta (+0,9%) e Parma (+0,8%).


Questi dati suggeriscono che, nonostante l'inflazione rimanga sotto controllo, esistono pressioni inflazionistiche in alcuni settori specifici, in particolare nel comparto alimentare e nei servizi. La situazione richiede un monitoraggio attento da parte delle autorità economiche per evitare che queste pressioni si traducano in un'inflazione più generalizzata nei prossimi mesi.

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