Gasolio, accise più alte di 6,1 centesimi: Eni adegua il tetto massimo

Dal 6 ottobre l’accisa sul gasolio aumenta di 6,1 centesimi al litro, Iva compresa, perché è terminata la riduzione temporanea introdotta per attenuare l’impatto dei rincari. L’intervento non riguarda la benzina e modifica direttamente una delle componenti fiscali incorporate nel prezzo finale pagato dagli automobilisti.
Eni ha confermato il proprio tetto commerciale, adeguandolo però al nuovo livello dell’imposta: il limite massimo del diesel sulla rete servita sale da 2,19 a 2,25 euro al litro. Per la benzina il tetto resta invece fissato a 1,99 euro. Il valore massimo non coincide con un prezzo uniforme, perché ogni impianto può applicare quotazioni inferiori.
L’aumento fiscale arriva dopo una fase di sconti praticati dalle compagnie e rende più complesso distinguere l’effetto delle misure commerciali da quello delle accise. Il prezzo esposto alla pompa somma infatti costo del prodotto raffinato, logistica, margine del gestore, accisa e Iva.
Secondo i dati comunicati nella mattinata, il prezzo medio nazionale del gasolio risultava pari a 2,244 euro al litro sulla rete ordinaria e a 2,267 euro in autostrada. Sono medie, non soglie obbligatorie: le differenze tra marchi, territori e modalità servito o self service possono restare rilevanti.
Per famiglie e imprese il rincaro incide in modo diverso. Chi utilizza l’auto privata sostiene un costo immediato più alto; trasporto merci, artigiani e attività con flotte possono invece vedere aumentare i costi operativi, con possibili effetti sui listini solo se le imprese riescono a trasferirli.
Il nuovo tetto Eni conserva quindi una funzione di contenimento, ma parte da una base fiscale più elevata. La sua efficacia andrà misurata confrontando i prezzi effettivamente praticati prima e dopo il 6 ottobre, senza confondere il limite massimo dichiarato con la media nazionale o con le quotazioni internazionali del greggio.
La durata degli sconti commerciali e l’eventuale ritorno di un meccanismo di accisa mobile restano variabili aperte. Ogni intervento pubblico richiede una copertura e una regola di attivazione, mentre gli impegni delle compagnie devono essere verificati sulla rete attraverso prezzi osservabili e condizioni trasparenti.




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