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Fiere, intesa con il Mimit per sostenere le eccellenze italiane

Il settore fieristico italiano si prepara a un nuovo rilancio grazie all’intesa raggiunta con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha annunciato un piano di sostegno mirato a valorizzare le eccellenze nazionali e a rafforzare la competitività delle aziende sui mercati internazionali. Le fiere, considerate da sempre un motore di crescita per il tessuto imprenditoriale, tornano così al centro delle politiche industriali, con l’obiettivo di accompagnare le imprese in una fase di trasformazione caratterizzata da sfide globali, transizione digitale e sostenibilità.


L’accordo siglato con il Mimit prevede risorse dedicate e strumenti innovativi per rendere le manifestazioni fieristiche italiane ancora più attrattive, sia per gli espositori sia per i visitatori. L’intento è di consolidare il ruolo dell’Italia come piattaforma di incontro tra domanda e offerta, capace di connettere il saper fare delle imprese con i grandi mercati esteri. Le fiere diventano così un veicolo strategico per promuovere il Made in Italy in tutti i suoi settori, dall’agroalimentare alla moda, dal design all’automotive, fino alla tecnologia avanzata e alla green economy.


La scelta di puntare sul comparto fieristico non è casuale. Secondo i dati delle associazioni di categoria, il sistema fieristico nazionale genera un indotto stimato in oltre 60 miliardi di euro l’anno, coinvolgendo migliaia di aziende e attirando milioni di visitatori da tutto il mondo. Ogni fiera non è soltanto un evento commerciale, ma anche un’occasione di scambio culturale e di costruzione di relazioni durature, che spesso si traducono in nuove collaborazioni industriali e in contratti di esportazione.


Il Mimit ha sottolineato come l’accordo nasca dall’ascolto delle esigenze degli operatori. Negli ultimi anni il settore ha dovuto affrontare momenti complessi, soprattutto durante la pandemia, quando le restrizioni avevano di fatto bloccato fiere e congressi. Oggi la ripresa è evidente, ma le imprese chiedono strumenti concreti per affrontare la concorrenza internazionale, sempre più agguerrita e sostenuta da politiche pubbliche nei Paesi concorrenti. L’intesa risponde a questa necessità, con l’introduzione di incentivi per le aziende che partecipano alle fiere e con programmi di accompagnamento all’export.


Uno dei pilastri dell’accordo riguarda la digitalizzazione. Le fiere del futuro non saranno più soltanto eventi fisici, ma piattaforme integrate in grado di unire presenza tradizionale e interazione virtuale. Gli investimenti previsti puntano a rafforzare le infrastrutture digitali degli enti fieristici, consentendo agli espositori di ampliare il pubblico potenziale e di mantenere il contatto con i visitatori anche oltre i giorni della manifestazione. Questo approccio ibrido, già sperimentato durante la pandemia, diventerà strutturale e permetterà di moltiplicare le opportunità di business.


Un altro punto centrale è la sostenibilità. Le fiere italiane dovranno diventare sempre più green, con attenzione al consumo energetico, alla gestione dei rifiuti e alla riduzione delle emissioni legate alla mobilità. Il Mimit ha evidenziato come la transizione ecologica rappresenti una leva competitiva anche per il settore fieristico, che potrà così proporsi come modello a livello internazionale. Sono previste risorse per finanziare progetti di efficientamento energetico e per incentivare l’uso di materiali riciclabili e allestimenti a basso impatto ambientale.


Dal punto di vista internazionale, l’intesa si propone di rafforzare la promozione del Made in Italy attraverso una maggiore presenza delle fiere italiane nelle agende degli operatori esteri. L’obiettivo è attrarre buyer, investitori e professionisti da mercati strategici come Stati Uniti, Asia e Medio Oriente, creando occasioni di incontro e scambio. Per questo verranno potenziate le attività di comunicazione all’estero e saranno sviluppate partnership con istituzioni e camere di commercio.


Il settore fieristico, inoltre, avrà un ruolo importante anche nella formazione e nell’innovazione. L’accordo prevede programmi dedicati ai giovani imprenditori e start-up, che potranno utilizzare le fiere come trampolino di lancio per presentare le proprie idee e progetti. In questo senso, le manifestazioni diventeranno non solo vetrine commerciali, ma anche incubatori di innovazione e laboratori di creatività, capaci di stimolare il ricambio generazionale e l’apertura verso nuove tecnologie.


L’intesa con il Mimit è stata accolta con favore dalle associazioni di categoria, che hanno sottolineato l’importanza di una strategia di lungo periodo. Gli operatori fieristici hanno ribadito che la competitività del sistema italiano dipenderà dalla capacità di attrarre eventi internazionali di primo piano, in grado di rafforzare il ruolo del Paese nei settori in cui già eccelle. La sfida sarà quella di mantenere standard elevati, con infrastrutture moderne e servizi efficienti, in un contesto in cui la concorrenza globale è sempre più serrata.


Le fiere restano dunque uno strumento decisivo per la crescita economica italiana. L’accordo con il Mimit rappresenta un passo importante per consolidare questo ruolo e per offrire alle imprese un supporto concreto nel loro percorso di internazionalizzazione. Un segnale di fiducia che rafforza la centralità del Made in Italy nel mondo e che rilancia l’immagine dell’Italia come Paese capace di coniugare tradizione e innovazione attraverso eventi che diventano vetrine di eccellenza e motori di sviluppo.

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