Cessioni in blocco, cambia il regime di vigilanza della Banca d'Italia

Banca d'Italia ha modificato il regime applicabile alle cessioni in blocco di rapporti giuridici di maggiore rilevanza effettuate dagli intermediari finanziari. La novità, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'8 ottobre 2026, interviene sulla Circolare n. 288 del 2015 e semplifica il passaggio autorizzativo senza eliminare il presidio di vigilanza.
Per le operazioni interessate viene meno l'autorizzazione preventiva dell'Autorità. Resta però la comunicazione prima del perfezionamento, che consente alla Vigilanza di conoscere struttura, dimensione e impatto della cessione. La semplificazione riguarda quindi la forma del controllo, non la responsabilità degli intermediari nella valutazione dei rischi e nella correttezza dell'operazione.
Le cessioni in blocco possono comprendere portafogli di crediti, contratti o altri rapporti e sono utilizzate per riorganizzare attività, liquidità e rischio. La loro rilevanza impone verifiche su qualità degli attivi, prezzo, concentrazione, continuità dei servizi e trattamento dei clienti. Cedente e cessionario devono inoltre assicurare coerenza contabile, informativa e prudenziale.
Il provvedimento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione e disciplina anche la fase di passaggio. Per i procedimenti già avviati occorre individuare con precisione la regola applicabile, evitando che il mutamento trasformi adempimenti incompleti in aree di incertezza. Documentazione e tracciabilità restano essenziali per dimostrare le valutazioni svolte.
La riduzione dei tempi amministrativi può favorire operazioni più rapide, ma non sostituisce la due diligence né i controlli interni. Gli intermediari dovranno aggiornare procedure, deleghe e calendari di comunicazione, coordinando funzioni legali, rischio, compliance e amministrazione affinché l'assenza dell'autorizzazione preventiva non produca un abbassamento sostanziale dei presidi. Il nuovo assetto dovrà essere verificato alla prova delle operazioni più complesse.





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