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Basilicata al quindicesimo posto per opportunità offerte ai giovani

11 ore fa
Tempo di lettura: 1 min
Famiglia riunita attorno a un tavolo con documenti e tablet

La Basilicata si colloca al quindicesimo posto nell'indice delle opportunità offerte ai giovani, secondo l'analisi richiamata da Confartigianato. La posizione segnala la difficoltà di trasformare istruzione e competenze in percorsi di lavoro, impresa e autonomia personale sufficientemente stabili da trattenere le nuove generazioni nel territorio.


Il tema riguarda direttamente il sistema produttivo regionale. Quando i giovani si spostano altrove per studiare o lavorare, le imprese incontrano maggiori ostacoli nel reperire profili tecnici, digitali e gestionali. La perdita di popolazione attiva riduce anche la domanda locale e rende più costosa l'erogazione di servizi, alimentando un circuito che può indebolire ulteriormente la capacità attrattiva delle aree interne.


Occupazione qualificata, formazione coerente con i fabbisogni e servizi accessibili sono le leve indicate per invertire la tendenza. Gli interventi devono collegare scuole, università, centri per l'impiego e piccole imprese, evitando corsi generici privi di sbocchi verificabili. Tirocini, apprendistato e accompagnamento all'imprenditorialità funzionano quando sono costruiti su competenze richieste e risultati misurabili.


Per le micro e piccole aziende, che costituiscono una parte rilevante dell'economia lucana, il ricambio generazionale è essenziale. Servono strumenti per trasferire mestieri e conoscenze, facilitare l'ingresso di soci e dipendenti giovani e sostenere investimenti in innovazione. Trasporti, connettività, abitazione e accesso al credito incidono quanto gli incentivi all'assunzione.


La posizione in classifica non esaurisce le differenze fra province e comuni, ma offre un indicatore della pressione demografica ed economica. La verifica decisiva sarà la capacità di creare percorsi duraturi, osservando tassi di occupazione, migrazioni, nuove imprese e permanenza dei giovani dopo la formazione, non soltanto il numero delle misure attivate. Il monitoraggio dovrà essere continuo.

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