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Caos ai confini europei, IATA lancia l’allarme: con l’Entry/Exit System quasi raddoppiano le coincidenze perse

3 set
Tempo di lettura: 3 min

Il nuovo Entry/Exit System europeo (EES) torna al centro delle preoccupazioni del trasporto aereo. Secondo IATA, l’associazione internazionale che rappresenta le compagnie aeree, l’introduzione del sistema digitale per il controllo dei cittadini provenienti da Paesi extra Ue sta producendo pesanti conseguenze operative negli aeroporti europei. Il dato più significativo riguarda le coincidenze perse, quasi raddoppiate negli scali maggiormente interessati dalle nuove procedure. Le attese ai controlli di frontiera si sono allungate e, nelle situazioni più critiche, hanno raggiunto diverse ore, provocando ritardi a cascata e lasciando passeggeri bloccati ai varchi mentre il volo successivo completa le operazioni di imbarco.


L’EES è stato progettato per digitalizzare la gestione delle frontiere esterne dello spazio Schengen, sostituendo progressivamente i tradizionali timbri sul passaporto. Il sistema registra elettronicamente entrate, uscite ed eventuali rifiuti di ingresso dei cittadini di Paesi terzi che effettuano soggiorni brevi. Oltre ai dati del documento di viaggio vengono raccolte informazioni biometriche, come immagine facciale e impronte digitali. L’obiettivo è rafforzare la sicurezza, verificare con maggiore precisione il rispetto dei limiti di permanenza e rendere più efficace il controllo delle frontiere. La fase operativa ha però evidenziato una distanza significativa tra le potenzialità teoriche della digitalizzazione e la capacità degli aeroporti di gestire rapidamente grandi quantità di passeggeri.


Le criticità riguardano soprattutto i viaggiatori che devono effettuare la prima registrazione biometrica, procedura inevitabilmente più lunga rispetto a un normale controllo del passaporto. IATA ha segnalato problemi in diversi Paesi, tra cui Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Belgio. Nei momenti di maggiore traffico le attese ai controlli hanno raggiunto livelli incompatibili con il funzionamento efficiente dei grandi hub. Il problema diventa particolarmente grave per chi effettua un viaggio con scalo: anche un ritardo relativamente contenuto alla frontiera può rendere impossibile raggiungere in tempo il gate della coincidenza, generando costi aggiuntivi per compagnie e aeroporti e pesanti disagi per i passeggeri.


Il settore aereo individua tre punti particolarmente critici: carenza di personale ai controlli di frontiera, malfunzionamenti o insufficiente disponibilità delle apparecchiature automatiche e diffusione ancora limitata degli strumenti di preregistrazione. Secondo le associazioni del trasporto aereo, conoscere con largo anticipo gli orari e i volumi dei voli dovrebbe consentire alle autorità di dimensionare adeguatamente il personale nei momenti di punta. Anche i chioschi elettronici e gli e-gate dovrebbero essere pienamente funzionanti e assistiti da operatori capaci di intervenire rapidamente quando un passeggero incontra difficoltà. Se uno di questi elementi viene meno, il vantaggio della digitalizzazione rischia di trasformarsi in un nuovo collo di bottiglia.


Le conseguenze non riguardano soltanto chi viaggia. Per le compagnie aeree, una coincidenza persa può significare la necessità di riproteggere il passeggero su un altro volo, gestire bagagli, assistenza e possibili pernottamenti, mentre per gli aeroporti l’accumulo di persone nelle aree di controllo può generare problemi di capacità e sicurezza. Nei casi più estremi le code hanno raggiunto anche spazi esterni ai terminal o aree normalmente destinate ad altre operazioni aeroportuali. Il rischio è particolarmente elevato negli hub internazionali, dove il modello economico dipende proprio dalla capacità di trasferire rapidamente migliaia di passeggeri da un collegamento all’altro.


IATA, insieme ad ACI Europe e Airlines for Europe, ha ripetutamente chiesto alle istituzioni europee e agli Stati Schengen di intervenire. Tra le misure indicate figurano un rafforzamento immediato degli organici alle frontiere, la piena operatività dei sistemi automatici e criteri chiari che consentano di alleggerire temporaneamente le procedure quando le code superano livelli sostenibili. Le associazioni sostengono che la tutela della sicurezza delle frontiere debba essere compatibile con la continuità operativa del trasporto aereo, soprattutto considerando i volumi di traffico della stagione estiva e l’importanza dell’Europa come destinazione turistica internazionale.


Il passaggio a un controllo di frontiera maggiormente digitalizzato resta strategico per l’Unione europea, ma la sua efficacia dipenderà dalla capacità di combinare tecnologia, infrastrutture e personale. Il problema delle coincidenze perse mostra come una procedura apparentemente circoscritta al controllo dei documenti possa ripercuotersi sull’intera rete del trasporto aereo. Con milioni di passeggeri che attraversano ogni giorno gli hub europei, pochi minuti aggiuntivi moltiplicati per migliaia di registrazioni possono produrre ritardi sistemici, mettendo sotto pressione compagnie, aeroporti e autorità di frontiera proprio mentre l’Europa punta a rendere più moderna e sicura la gestione dei propri confini.

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