Banche: sempre più clienti scelgono le digitali
- Martina Migliorati
- 13 giu 2025
- Tempo di lettura: 2 min

Nel panorama bancario italiano, scosso da possibili fusioni come Unicredit - Banco BPM e MPS - Mediobanca, i correntisti rischiano di essere trasferiti da un istituto all’altro senza possibilità di scelta. Questi spostamenti, spesso imposti, comportano disagi operativi e condizioni contrattuali peggiorative. Le aggregazioni, se da un lato rafforzano la struttura finanziaria delle banche, dall’altro riducono la concorrenza, accrescendo il potere contrattuale degli istituti e portando con sé un aumento delle commissioni e dei costi.
Secondo l’Indicatore di Costo Complessivo (ICC) elaborato dalla Banca d’Italia, le grandi banche tradizionali continuano a essere tra le meno convenienti, anche per chi utilizza solo i canali digitali. Intanto, il legame tra clienti e banche si sta trasformando: un’indagine Altroconsumo del dicembre 2024, condotta su oltre 27.500 persone, rivela che se il 73% degli italiani ha lo stesso conto da oltre dieci anni, il 49% ha aperto un secondo conto in un altro istituto. L’obiettivo? Migliori condizioni economiche, prodotti più remunerativi e mutui più vantaggiosi.
Dallo studio emerge un divario netto tra le banche tradizionali e quelle digitali. Le prime arrancano, mentre le seconde conquistano la fiducia dei clienti. Revolut e Fineco dominano la classifica della soddisfazione con 85 punti su 100, seguite da Widiba, BBVA, Illimity, Banca Mediolanum e Banca Popolare Etica, tutte sopra quota 80. I punti di forza? Servizi digitali intuitivi, trasparenza nei costi, app efficienti e un’assistenza clienti efficace. Al contrario, Unicredit, Intesa Sanpaolo, BNL e Banco BPM non superano i 70 punti e ottengono giudizi critici su commissioni e home banking.
Il costo del conto corrente è un altro nodo cruciale. A maggio 2025, il costo medio annuo presso le banche digitali si aggira sui 48,67 euro per l’operatività online, mentre nelle banche tradizionali si sale a 115 euro, con punte fino a 220 per chi opera allo sportello. Tra le più economiche spiccano SelfyConto di Mediolanum (12,36 euro), BBVA, Fineco e Revolut. All’opposto, BPER, Intesa e BancoPosta mostrano costi ben più alti, anche per l’utilizzo digitale.
L’home banking è ormai una prassi diffusa e apprezzata, con punteggi di soddisfazione elevati: Fineco (90), Widiba (89) e Revolut (91) guidano il settore. Tuttavia, in caso di problemi, i clienti continuano a preferire un contatto umano: chatbot e live chat automatizzate convincono poco, con il 10% degli utenti che lamenta difficoltà nell’assistenza.
In sintesi, tra fusioni, rincari e innovazione digitale, i risparmiatori italiani stanno cambiando approccio. Più consapevoli e meno vincolati, cercano flessibilità, trasparenza e servizi semplici. Le banche che sapranno rispondere a queste esigenze avranno un vantaggio decisivo nel mercato che si sta ridisegnando.




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