Buoni postali prescritti, la Cassazione chiude la porta ai risparmiatori
- paolobaruffaldi
- 1 ora fa
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La Corte di cassazione, con la sentenza n. 3686 del 18 febbraio 2026, ha chiarito un punto cruciale in materia di buoni postali fruttiferi e prescrizione dei diritti dei sottoscrittori.
I giudici hanno stabilito che la sospensione della prescrizione prevista dal codice civile può operare solo quando il debitore abbia occultato intenzionalmente il debito. Non è sufficiente, invece, una condotta negligente o un comportamento che abbia semplicemente reso più difficile per il creditore far valere il proprio diritto.
Il principio assume particolare rilievo nel caso dei buoni postali. La Corte ha affermato che la mancata consegna al cliente del foglio informativo analitico non consente di ottenere un risarcimento se il diritto al rimborso si è estinto per prescrizione decennale.
Secondo la decisione, l’eventuale carenza informativa non è sufficiente a fondare una nuova pretesa risarcitoria che sostituisca il credito ormai prescritto.
In sostanza, chi non ha richiesto il rimborso entro i termini previsti non può recuperare la somma neppure sostenendo di non essere stato adeguatamente informato sulla scadenza dei titoli.
La pronuncia rappresenta un colpo durissimo per molti risparmiatori, perché restringe drasticamente la possibilità di recuperare somme relative a buoni postali rimasti inutilizzati per anni.
Il principio rafforza quindi il peso della prescrizione decennale e riduce lo spazio per contestazioni fondate su difetti informativi nella fase di sottoscrizione dei titoli.





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