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Apple. La crisi di supply chain quasi non impatta l'azienda. Nemmeno sui margini.


Apple ha chiuso il secondo trimestre fiscale con risultati superiori alle aspettative, confermando una fase di crescita sostenuta nonostante un contesto globale ancora complesso. I ricavi hanno raggiunto 111,18 miliardi di dollari, mentre l’utile per azione si è attestato a 2,01 dollari, a fronte però di un prezzo per azione di oltre 280 dollari. Anche le previsioni per il trimestre successivo risultano positive, con una crescita stimata tra il 14% e il 17%.


Le vendite di iPhone, principale fonte di fatturato, hanno toccato i 56,99 miliardi di dollari, leggermente sotto le previsioni. Questo risultato è stato influenzato soprattutto da difficoltà nella catena di approvvigionamento, in particolare per quanto riguarda la disponibilità di chip avanzati. Tuttavia, la domanda per i nuovi modelli, tra cui l’iPhone 17, si è mantenuta molto elevata.


Un contributo importante alla crescita è arrivato anche dal MacBook Neo, un dispositivo pensato per una fascia di prezzo più accessibile rispetto agli standard dell’azienda. Le vendite della linea Mac hanno raggiunto 8,4 miliardi di dollari, superando le stime e indicando una buona risposta del mercato. Parallelamente, il segmento dei servizi ha registrato performance migliori del previsto, mentre le vendite in Cina hanno mostrato segnali positivi nonostante le passate tensioni commerciali.


Nonostante l’aumento dei costi legati ai componenti, Apple è riuscita a mantenere margini elevati, con un margine lordo del 49,27%. A rafforzare ulteriormente la fiducia degli investitori contribuisce anche l’annuncio di un nuovo piano di riacquisto di azioni per 100 miliardi di dollari, segnale della solidità finanziaria dell’azienda.

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