Aumento del numero di risosi contro le pronunce delle Autorità di Controllo Privacy
Da un inchiesta del Wall Street Journal emerge un picco di ricorsi giudiziari avverso le pronunce delle Autorità Europee di controllo alla disciplina privacy per errori commessi dalle medesime Autorità. Tale situazione è causata da una scarsità di personale e di risorse in capo a tali autorità che rende difficile stare al passo delle innumerevoli istanze e richieste. Dall'inchiesta emerge che tra i motivi di accoglimento dei ricorsi spicchino: vizi procedurali ed errori nell'interpretazione delle norme.
Le autorità interpellate nel corso dell'inchiesta hanno affermato che la scarsità di personale rende difficile sostenere la mole di lavoro. Anche il Presidente dell'Autorità Belga ha confermato tale situazione.
Per quanto riguarda il nostro Paese, dalla relazione annuale presentata nel 2019 dal Garante della Privacy è emerso un incremento delle opposizioni ai provvedimenti del Garante (109 ricorsi rispetto ai 101 presentati nel 2018).
Di queste opposizioni solo 9 sono giunte ad una pronuncia, di cui 3 sono state dichiarate improcedibili per problemi legati alla tardività della notifica dell'impugnazione del provvedimento.






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