Andy Burnham verso Downing Street, il primo banco di prova è la sostenibilità delle pensioni
- piscitellidaniel
- 1 giorno fa
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Il debutto di Andy Burnham alla guida del Regno Unito si apre con un dossier capace di mettere subito alla prova la tenuta politica e finanziaria del nuovo governo: la riforma delle pensioni pubbliche. L’ex sindaco della Greater Manchester, destinato a succedere a Keir Starmer dopo aver conquistato un sostegno quasi unanime all’interno del Partito laburista, ha promesso di mantenere il sistema della cosiddetta triple lock, il meccanismo che rivaluta ogni anno la pensione statale in base al valore più elevato tra inflazione, crescita media dei salari e 2,5%. La tutela è molto popolare tra gli elettori anziani e ha contribuito a difendere il potere d’acquisto degli assegni durante gli anni di forte aumento dei prezzi, ma il suo costo crescente rappresenta uno dei principali fattori di pressione sui conti pubblici britannici. Burnham dovrà quindi decidere se confermare integralmente l’impegno assunto oppure avviare una revisione destinata a provocare un duro confronto politico e sociale.
A riaccendere il dibattito è stato l’intervento dell’Ocse, secondo cui l’eliminazione della triple lock potrebbe produrre risparmi superiori a 60 miliardi di sterline nel lungo periodo. L’organizzazione considera il sistema britannico particolarmente generoso rispetto a quelli adottati da altri Paesi industrializzati e ritiene necessario individuare un meccanismo di rivalutazione più coerente con l’andamento dell’economia e delle finanze pubbliche. Anche l’Office for Budget Responsibility ha più volte segnalato che l’invecchiamento della popolazione e l’aumento della spesa previdenziale rischiano di compromettere gli equilibri di bilancio nei prossimi decenni. Se le regole attuali non venissero modificate, il costo delle pensioni statali potrebbe avvicinarsi al 9% del prodotto interno lordo nella seconda metà del secolo, assorbendo risorse che altrimenti potrebbero essere destinate a sanità, istruzione, infrastrutture e sostegno alle famiglie in età lavorativa.
Il problema non riguarda soltanto la quantità della spesa, ma anche la sua distribuzione tra le generazioni. I sostenitori della riforma osservano che la rivalutazione automatica riconosce lo stesso incremento a tutti i pensionati, indipendentemente dal reddito e dal patrimonio, mentre una parte crescente dei costi viene sostenuta dai lavoratori più giovani attraverso imposte e contributi. Questi ultimi devono inoltre affrontare prezzi elevati delle abitazioni, retribuzioni spesso stagnanti e una maggiore incertezza sulla pensione futura. Le associazioni dei pensionati ricordano però che l’assegno pubblico britannico resta inferiore rispetto a quello garantito in numerosi Paesi europei e che l’aumento dei costi energetici e alimentari ha colpito duramente soprattutto gli anziani con redditi più bassi. Una modifica troppo drastica potrebbe quindi aumentare la povertà e costringere il governo a intervenire con altri strumenti assistenziali, riducendo i risparmi attesi.
Burnham si trova così stretto tra l’impegno elettorale a difendere la triple lock e le pressioni provenienti dagli economisti, dalle istituzioni internazionali e da una parte dei suoi stessi consiglieri. Le alternative comprendono la sostituzione del meccanismo con una rivalutazione collegata soltanto a salari e inflazione, l’introduzione di una garanzia minima pluriennale oppure una maggiore tassazione dei pensionati con redditi più elevati. Un’altra ipotesi consiste nel mantenere la tutela per gli assegni più bassi e ridurla progressivamente per le fasce economicamente più solide. Qualunque soluzione dovrà essere accompagnata da una riforma della previdenza complementare e da misure capaci di aumentare l’occupazione, la produttività e la partecipazione dei lavoratori più anziani, perché il sistema non potrà essere riequilibrato soltanto comprimendo le prestazioni.
Il nodo pensionistico si inserisce in un quadro economico già complesso. Il nuovo premier dovrà affrontare debito pubblico elevato, crescita debole, servizi pubblici sotto pressione e richieste di maggiori investimenti nella difesa e nelle infrastrutture. Burnham ha costruito la propria proposta politica sulla promessa di riequilibrare il Paese, trasferendo poteri e risorse da Londra alle regioni, ma per finanziare il programma dovrà individuare risparmi o nuove entrate senza tradire gli impegni assunti con l’elettorato. Il confronto sulla triple lock diventa quindi il primo vero test della nuova leadership: difendere una misura popolare garantirebbe continuità e consenso immediato, mentre modificarla offrirebbe maggiore spazio fiscale ma esporrebbe il governo all’accusa di colpire milioni di pensionati proprio all’inizio del mandato.


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