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Ambiente urbano, diverse le tematiche ancora critiche in Italia

15 mag 2022
Tempo di lettura: 3 min

Tornano a crescere nei comuni capoluogo domanda e offerta di trasporto pubblico locale (+3,2% e +1,7% sul 2018), ma restano forti squilibri territoriali. Il 34,8% degli autobus ha più di 10 anni. Continuano ad aumentare i km di piste ciclabili (+15,5% dal 2015), ma la rete delle ciclovie resta insufficiente in molte città, soprattutto nel Mezzogiorno. Nella gestione del ciclo dei rifiuti nessun capoluogo metropolitano raggiunge il target del 65% di raccolta differenziata previsto dalla normativa europea. Interventi di forestazione urbana in 43 capoluoghi per una superficie complessiva di 11 km2 (+30% dal 2011). Nonostante i progressi degli ultimi anni in diversi comuni capoluogo, la rete su ferro del Tpl è ancora poco sviluppata e circoscritta a poche città: il filobus viaggia in 13 comuni su 268,5 km di linee (+17,4% dal 2015), il tram in 11 città su 369,2 km (+2,7%), la metropolitana in sette città su 191,2 km (+2,2%). Il car sharing è presente in 37 comuni capoluogo (29 nel Centro-Nord, otto nel Mezzogiorno) con oltre 8.200 veicoli (+92,9% dal 2014).I capoluoghi con servizi di bike sharing sono 53 (45 nel Centro-Nord, otto nel Mezzogiorno). Il numero è in calo dal 2015, ma l’offerta pro capite è più che triplicata: da sei a 19 biciclette ogni 10mila abitanti (29 nei capoluoghi metropolitani). Nel 2019, i comuni capoluogo hanno prodotto 10 milioni di tonnellate di rifiuti urbani (-0,1% sul 2018), circa un terzo del totale Italia (30,1 milioni di tonnellate, -0,3% sul 2018). La quantità di rifiuti prodotti è di 559,8 kg per abitante (circa il 10% in più della media Italia). Il valore più alto si rileva nelle città del Centro (610,9 kg per abitante, contro 549,3 del Nord e 526,4 del Mezzogiorno). I capoluoghi del Nord presentano mediamente una maggiore disponibilità di aree verdi (38,2 m2 per abitante): tra i capoluoghi metropolitani emerge Venezia (42,4), mentre Milano ha la disponibilità più bassa (17,8). Nel Mezzogiorno la disponibilità pro capite scende a 33,6: tra i capoluoghi metropolitani Reggio di Calabria (108,2) e Cagliari (56,2) hanno i valori più alti (anche se con bassa incidenza di verde fruibile), Bari (9,2) e Messina (15,2) i più bassi. Al Centro la disponibilità risulta di 27,2 m2 per abitante: Firenze e Roma sono sotto la media della ripartizione (rispettivamente 22,2 e 17,1).In Italia, dal 2010 si riscontra il superamento del valore di riferimento dell’Oms per il PM2,5 (10 microgrammi/metro cubo) in oltre l’80% delle rilevazioni effettuate su tutto il territorio. Si osserva, comunque, una leggera tendenza al miglioramento negli ultimi dieci anni: dal 92,9% del 2010 all’81,9% del 2019. L’indicatore raggiunge le percentuali più alte al Nord, soprattutto nel bacino Padano, con una media che va dal 97,5% del 2010 al 91,2% del 2019. Nel Centro il miglioramento è più consistente, dal 92,2% del 2010 al 74,4% del 2019, mentre nel Mezzogiorno è più attenuato anche se in lento miglioramento, dall’84,6% del 2010 al 73,4% del 2019 (con valori inferiori al 70% nel biennio 2016- 2017). Le reti dei comuni capoluogo distribuiscono oltre il 30% della risorsa idropotabile, con consumi di acqua potabile erogata pari a 237 litri al giorno per abitante. Anche l’erogazione presenta differenze importanti tra le ripartizioni: dai 209 litri del Mezzogiorno ai 267 del Nord. Tra i capoluoghi metropolitani si osservano valori mediamente più alti, in particolare a Milano (365), Venezia (318) e Torino (286) al Nord; a Cagliari (246), Napoli (243), Catania (240) e Reggio di Calabria (235) nel Mezzogiorno. Nel triennio 2017-2019 sono stati effettuati nei comuni capoluogo in totale 4.668 controlli (8,7 ogni 100mila abitanti), trend in crescita rispetto al triennio precedente (7,9 ogni 100mila abitanti, +9,1% sul 2014-2016). Aumentano soprattutto quelli con almeno un superamento dei limiti (+18,1%). I controlli per 100mila abitanti raggiungono il massimo al Nord (10,1, +9,2% sul 2014-2016) rispetto al Centro (7,5, +11,8%) e al Mezzogiorno (7,6, +6,6%)

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