Cosa aspettarci dall'economia nei prossimi mesi
La ripresa dell’economia mondiale dalla recessione più brusca ma anche più breve dei tempi moderni forse è cominciata. La vertiginosa caduta dell’attività economica che ha messo fine, a febbraio, a un’espansione economica dalla durata record di ben 128 mesi, potrebbe essere seguita da una ripresa accidentata e disomogenea nella maggior parte delle economie occidentali, con un ritorno ai livelli di attività economica pre-crisi verosimilmente non prima del 2022. Il Presidente della Federal Reserve Bank di Richmond ha sintetizzato con questa frase: “l’economia ha avuto una caduta rapida come una discesa in ascensore, ma la ripresa sarà lenta come una risalita per le scale.”Con la fine o l’allentamento delle misure di lockdown, è iniziato un rimbalzo ‘meccanico’ dell’attività economica nel breve termine ma la risalita successiva potrebbe essere lunga e faticosa per i seguenti motivi: Il distanziamento sociale, volontario o imposto, sarà necessario e probabile fintantoché non ci sarà una cura per il virus disponibile per tutti. Ciò significa che molti settori non potranno aumentare la capacità produttiva nel breve termine. Le filiere produttive internazionali e nazionali resteranno compromesse per qualche tempo perché la riapertura sarà disomogenea per paese, regione e settore. La riallocazione del lavoro e del capitale dai settori e dalle imprese che saranno perdenti a quelli vincenti è un processo che richiede tempo e può persino essere ostacolato da politiche che tengono in vita imprese “zombie”. Il fardello del debito per imprese e famiglie in conseguenza della recessione verosimilmente peserà sulla capacità di spesa dei consumatori e sulla capacità di effettuare investimenti da parte delle imprese nel prossimo futuro. Uno scenario buono di ripresa economica più rapida, che si verificherebbe se la corsa dell’intero mondo scientifico mondiale allo sviluppo di un vaccino o di terapie efficaci producesse risultati precocemente e fosse possibile la produzione su vasta scala di quelle cure, facendo venir meno prima del previsto l’esigenza di distanziamento sociale. Uno scenario negativo di ripresa molto più lenta o persino di doppia recessione con ogni probabilità conseguirebbe nel caso di seconde ondate vigorose e diffuse di contagi da COVID-19 che portassero a nuove interruzioni, volontarie o imposte dai governi, delle attività economiche. La storia e il buon senso suggeriscono che le seconde ondate di una pandemia sono la norma e non l’eccezione.






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