top of page

Wall Street incerta tra inflazione in rialzo e tensioni geopolitiche, attesa per le trimestrali delle banche


Le borse statunitensi hanno registrato un andamento misto nella giornata di venerdì, mentre gli investitori hanno preferito rallentare in vista del fine settimana, continuando però a seguire con attenzione i negoziati di pace in Medio Oriente.


Un report molto atteso sull’inflazione ha evidenziato un’accelerazione della crescita dei prezzi al consumo, in linea con le previsioni, trainata dalle pressioni legate al conflitto con l’Iran.


L’S&P 500 e il Dow Jones hanno terminato la seduta leggermente in calo, mentre il Nasdaq è stato sostenuto dai titoli tecnologici, in un contesto in cui gli operatori cercavano di interpretare gli sviluppi geopolitici. La tregua, fragile e della durata di due settimane, è stata messa a rischio da presunte violazioni del cessate il fuoco, tra cui i continui raid israeliani in Libano, nonostante il primo ministro Benjamin Netanyahu avesse espresso l’intenzione di avviare colloqui diretti con Beirut.


Nel frattempo, l’Iran ha mantenuto chiuso lo strategico Stretto di Hormuz, chiedendo un cessate il fuoco in Libano e lo sblocco dei beni come condizioni per riprendere i negoziati.


La settimana era iniziata con toni molto duri, con il presidente statunitense Donald Trump che aveva minacciato di distruggere “un’intera civiltà” in caso di mancato accordo da parte dell’Iran. Tuttavia, con l’avvicinarsi di una possibile tregua, i mercati azionari hanno mostrato segnali di ripresa.


Nel complesso, su base settimanale, tutti e tre i principali indici si avviavano a registrare i maggiori guadagni percentuali da novembre.


L’indice dei prezzi al consumo (CPI) pubblicato dal Dipartimento del Lavoro, primo dato di rilievo sull’inflazione diffuso dall’inizio del conflitto, ha evidenziato il più forte incremento mensile degli ultimi quasi quattro anni. A trainare l’aumento è stato il previsto rialzo dei prezzi energetici, con un balzo del 21,2% del costo della benzina.


L’indice “core”, che esclude le componenti più volatili come alimentari ed energia, si è invece attestato al di sotto delle attese degli analisti. Tuttavia, l’effetto dell’impennata del petrolio è destinato a riflettersi con maggiore intensità nei prossimi mesi.


Giovedì, la presidente della Federal Reserve di San Francisco, Mary Daly, ha dichiarato a Reuters che lo shock petrolifero legato alla guerra con l’Iran prolungherà il percorso necessario per riportare l’inflazione al target del 2% fissato dalla banca centrale statunitense.


Un ulteriore report dell’Università del Michigan ha segnalato un forte calo della fiducia dei consumatori, scesa questo mese ai minimi storici, mentre le aspettative a breve termine hanno toccato il livello più basso da maggio 1980.


L' indice Dow Jones Industrial Average ha perso 274,88 punti, pari allo 0,57%, attestandosi a 47.912,20, l'S&P 500 ha ceduto 11,41 punti, pari allo 0,17%, chiudendo a 6.813,24 e il Nasdaq Composite ha guadagnato 46,00 punti, pari allo 0,20%, raggiungendo quota 22.868,84.


Tra gli 11 principali settori dello S&P 500, i beni di consumo di base hanno registrato le perdite più marcate, mentre il comparto tecnologico ha guidato i rialzi.


In particolare, i produttori di semiconduttori hanno trainato il mercato, raggiungendo nuovi massimi storici: Broadcom e Nvidia hanno guadagnato rispettivamente il 5,3% e il 2,6%.


I titoli del settore finanziario hanno registrato una performance inferiore al mercato in attesa della pubblicazione dei risultati trimestrali delle principali banche statunitensi prevista per la prossima settimana, appuntamento che segna tradizionalmente l’avvio della stagione delle trimestrali del primo trimestre. Secondo i dati di LSEG, gli analisti stimano attualmente una crescita su base annua degli utili dell’indice S&P 500 pari al 13,9%.


Le azioni di Taiwan Semiconductor Manufacturing, il principale produttore globale di chip conto terzi, quotate negli Stati Uniti, sono salite dell’1,8% dopo che la società ha superato le stime di fatturato per il primo trimestre.


CoreWeave ha messo a segno un balzo del 12,8% in seguito all’annuncio di un accordo pluriennale con Anthropic.


Alla Borsa di New York, i titoli in calo hanno superato quelli in rialzo con un rapporto di 1,25 a 1; si sono inoltre registrati 145 nuovi massimi e 70 nuovi minimi.


Sul Nasdaq, 1.776 titoli hanno chiuso in aumento mentre 2.822 hanno terminato in calo, con un rapporto di 1,59 a 1 a favore dei ribassi.


L’indice S&P 500 ha segnato 22 nuovi massimi e 23 nuovi minimi a 52 settimane, mentre il Nasdaq Composite ha registrato 98 nuovi massimi e 127 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page