Wall Street in calo tra tensioni geopolitiche e timori inflazione, pesano Apple e dati macro deboli
- piscitellidaniel
- 4 giorni fa
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Le azioni statunitensi sono in calo martedì, mentre gli investitori attendono la scadenza fissata dal presidente Donald Trump per la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran.
I tre principali indici di Wall Street hanno recuperato dai minimi di giornata, sostenuti dalle aspettative di possibili progressi nei negoziati in corso.
Nonostante il rimbalzo, sia l’S&P 500 sia il Nasdaq restano avviati a interrompere le rispettive serie positive di quattro sedute consecutive.
Nel frattempo, con l’intensificarsi degli attacchi contro l’Iran, il Paese non ha ancora riaperto il traffico nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per la sicurezza energetica globale, nonostante le minacce di Trump in caso di mancato accordo entro la fine di martedì.
I prezzi del petrolio sono aumentati bruscamente da quando Stati Uniti e Israele hanno dichiarato guerra all’Iran il 28 febbraio, generando turbolenze sui mercati, alimentando i timori di una ripresa dell’inflazione e riducendo le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve nel corso dell’anno.
Il petrolio WTI statunitense con consegna a breve termine ha ridotto i guadagni rispetto ai picchi intraday, segnando comunque un aumento dell’1,1%.
Il presidente della Federal Reserve di Chicago, Austan Goolsbee, ha espresso preoccupazione per il fatto che il conflitto possa spingere l’inflazione al rialzo e, allo stesso tempo, rallentare la crescita economica, creando uno shock di tipo stagflazionistico e complicando il lavoro della banca centrale.
Sul piano macroeconomico, un report del Dipartimento del Commercio ha evidenziato che a febbraio i nuovi ordini di beni durevoli sono calati oltre le attese, prima dell’inizio delle ostilità.
Nel corso della settimana, i dati sull’indice dei prezzi al consumo (IPC) pubblicati dal Dipartimento del Lavoro offriranno indicazioni sull’impatto della guerra in Iran sull’andamento dell’inflazione.
L' indice Dow Jones Industrial Average ha perso 167,41 punti, pari allo 0,36%, attestandosi a 46.502,47, l'S&P 500 ha ceduto 19,56 punti, pari allo 0,30%, chiudendo a 6.592,27 e il Nasdaq Composite ha perso 100,19 punti, pari allo 0,45%, chiudendo a 21.896,15.
Tra gli undici principali settori dello S&P 500, i beni di consumo di base hanno registrato la flessione più marcata, mentre i servizi di comunicazione hanno messo a segno i rialzi percentuali più consistenti.
Il comparto dei trasporti, rappresentato dal Dow Transports, si è distinto per una performance particolarmente brillante nel corso della seduta.
Tra i titoli, UnitedHealth ha registrato un forte rialzo del 10,5%, mentre le rivali Humana e CVS Health hanno guadagnato rispettivamente l’8,8% e il 6,6%. I progressi seguono l’annuncio, diffuso lunedì dal governo statunitense, di un aumento dei rimborsi destinati alle assicurazioni private che gestiscono i piani Medicare Advantage per gli anziani, superiore rispetto alla precedente proposta che prevedeva variazioni quasi nulle.
Le azioni Apple hanno perso il 2,7% dopo che Nikkei Asia ha riferito di difficoltà tecniche nello sviluppo del tanto atteso smartphone pieghevole del gruppo.
Broadcom ha registrato un rialzo del 5,2% in seguito alla firma di un accordo pluriennale con Alphabet per la progettazione di chip destinati all’intelligenza artificiale e ad altri componenti.
Intel è salita del 2,9% dopo aver annunciato la partecipazione al progetto Terafab promosso da Elon Musk, un polo dedicato ai chip per l’AI che coinvolge anche SpaceX, Tesla e xAI.
Al New York Stock Exchange, i titoli in calo hanno superato quelli in rialzo con un rapporto di 1,5 a 1. Si sono inoltre registrati 73 nuovi massimi e 59 nuovi minimi.
Sul Nasdaq, 1.776 titoli hanno chiuso in positivo contro 2.842 in negativo, con un rapporto di 1,6 a 1 a favore dei ribassi.
Per quanto riguarda i massimi e minimi annuali, l’S&P 500 ha segnato 2 nuovi massimi a 52 settimane e 6 nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha totalizzato 46 nuovi massimi e 103 nuovi minimi.
Fonte: investing.com




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