Wall Street in rialzo tra ottimismo su AI, accordi commerciali e segnali di allentamento monetario
- piscitellidaniel
- 12 giu
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Giovedì le borse statunitensi hanno chiuso in rialzo, spinte dall’entusiasmo per le prospettive dell’intelligenza artificiale, grazie a risultati positivi di Oracle (NYSE: ORCL), che hanno compensato le preoccupazioni legate alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e al tonfo di Boeing.
Le azioni di Oracle sono balzate del 14%, toccando nuovi record storici, dopo che il colosso del cloud computing ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita del fatturato annuo, sostenuto dalla crescente domanda per i suoi servizi legati all’AI.
L’ottimismo si è esteso anche ad altri giganti tecnologici: Microsoft (NASDAQ: MSFT) e Nvidia (NASDAQ: NVDA) hanno guadagnato oltre l’1%, mentre Broadcom (NASDAQ: AVGO) è avanzata di quasi l’1%.
In netta controtendenza, Boeing (NYSE: BA) ha perso quasi il 5% a seguito di un tragico incidente aereo: un 787-8 Dreamliner operato da Air India si è schiantato poco dopo il decollo ad Ahmedabad, in India, causando la morte di oltre 200 persone.
Le tensioni geopolitiche hanno aggiunto ulteriore pressione sui mercati globali. Mercoledì, il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato il ritiro del personale americano dalla regione mediorientale, definita “potenzialmente pericolosa”, ribadendo inoltre che gli Stati Uniti non permetteranno all’Iran di ottenere un’arma nucleare. Un nuovo round di colloqui sul nucleare tra Washington e Teheran è previsto domenica in Oman, il sesto della serie.
L'indice S&P 500 è salito dello 0,28% a 6.038,81 punti.
Il Nasdaq ha guadagnato lo 0,22% a 19.658,98 punti, mentre il Dow Jones Industrial Average è salito dello 0,14% a 42.926,15 punti.
Sette degli undici principali settori dell’S&P 500 hanno chiuso in rialzo, con il comparto tecnologico in testa, in crescita dello 0,98%, seguito dai servizi pubblici, saliti dello 0,93%.
Anche le azioni delle società minerarie aurifere statunitensi hanno beneficiato dell’aumento dei prezzi dell’oro, che hanno toccato i massimi settimanali. Newmont è avanzata del 4%, Harmony Gold (JO: HARJ) ha guadagnato il 3,7% e AngloGold Ashanti ha registrato un balzo del 6,4%.
A sostenere il sentiment degli investitori sono stati anche i dati macroeconomici: i prezzi alla produzione sono risultati inferiori alle attese e le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione hanno suggerito un possibile rallentamento del mercato del lavoro. Questi segnali hanno contribuito ad attenuare le preoccupazioni sulle pressioni inflazionistiche legate ai dazi, rafforzando le aspettative di un possibile taglio dei tassi da parte della Federal Reserve.
Secondo lo strumento FedWatch del CME Group (NASDAQ: CME), i mercati ora attribuiscono una probabilità del 60% a un taglio di 25 punti base entro settembre.
È atteso che la Federal Reserve mantenga i tassi d’interesse invariati nella riunione in programma la prossima settimana.
L’ottimismo degli investitori è sostenuto anche dalle aspettative che l’ex presidente Donald Trump possa concludere nuovi accordi commerciali con diversi paesi nelle settimane a venire. Attualmente, l’indice S&P 500 si trova circa il 2% al di sotto del suo massimo storico registrato a febbraio.
Nel frattempo, Goldman Sachs ha ridotto la stima di probabilità di una recessione negli Stati Uniti, portandola dal 35% al 30%, grazie a una maggiore chiarezza sulle politiche tariffarie dell’amministrazione Trump.
All’interno dell’S&P 500, i titoli in rialzo hanno superato quelli in calo con un rapporto di 1,3 a 1. L’indice ha segnato 10 nuovi massimi e 3 nuovi minimi, mentre il Nasdaq ha registrato 44 nuovi massimi contro 59 nuovi minimi.
Fonte: investing.com




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