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Wall Street cauta tra scommesse sui tagli dei tassi, inflazione in arrivo e tensioni politiche


Lunedì l’S&P 500 ha interrotto la sequenza di nuovi massimi storici, sostenuto dai rialzi dei titoli legati all’intelligenza artificiale e da Walmart, che hanno permesso all’indice di recuperare dopo il calo iniziale provocato dalle preoccupazioni sull’indipendenza della Federal Reserve.


I principali indici di Wall Street avevano aperto in territorio negativo dopo che l’amministrazione Trump aveva minacciato di incriminare il presidente della Fed, Jerome Powell, in relazione alla sua testimonianza al Congresso su un progetto di ristrutturazione.


Powell ha definito l’iniziativa un “pretesto” per esercitare un maggiore controllo sui tassi di interesse, che il presidente Donald Trump ha sollecitato a ridurre drasticamente sin dal suo insediamento nel gennaio 2025.


Il clima di cautela tra gli investitori è aumentato anche in vista dell’avvio, questa settimana, della stagione delle trimestrali del quarto trimestre, che prenderà il via martedì con JPMorgan Chase. Venerdì scorso, sia l’S&P 500 sia il Dow Jones avevano chiuso su nuovi massimi storici.


Alle 11:33 ET, il Dow Jones Industrial Average è sceso di 80,61 punti, ovvero dello 0,17%, a 49.421,82, l'S&P 500 ha guadagnato 0,97 punti, ovvero dello 0,01%, a 6.966,99 e il Nasdaq Composite ha guadagnato 48,32 punti, ovvero dello 0,20%, a 23.719,66. 


Walmart ha fornito il contributo più significativo sia all’S&P 500 sia al Nasdaq, registrando un rialzo del 3,5%. Il gigante della distribuzione, che il mese scorso ha trasferito la propria quotazione dal NYSE al Nasdaq, entrerà nell’indice Nasdaq-100 il 20 gennaio, una mossa che potrebbe attirare miliardi di dollari di flussi dai fondi indicizzati passivi.


Nel comparto dell’intelligenza artificiale, Alphabet ha superato per la prima volta una capitalizzazione di mercato di 4.000 miliardi di dollari, mentre Broadcom ha messo a segno un rialzo dell’1,4%.


Tetto ai tassi delle carte di credito


I titoli bancari e quelli delle società emittenti di carte di credito sono finiti sotto pressione dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha chiesto l’introduzione di un tetto del 10% ai tassi di interesse delle carte di credito per un periodo di un anno, a partire dal 20 gennaio.


Citigroup ha ceduto il 3,5%, mentre American Express ha registrato un calo del 4,4%. Tra le società specializzate nel credito al consumo, Synchrony Financial è crollata dell’8,4% e Capital One ha perso il 6,8%.


In flessione anche i gruppi del “compra ora, paga dopo”: Klarna e Affirm hanno lasciato sul terreno rispettivamente il 2,8% e il 6%.


Nel complesso, il settore finanziario ha chiuso in calo dell’1%.


Intanto, i dati diffusi venerdì, che indicano un mercato del lavoro più resiliente del previsto, hanno spinto JPMorgan, Barclays e Goldman Sachs ad allinearsi a Morgan Stanley nel respingere l’ipotesi di imminenti tagli dei tassi di interesse negli Stati Uniti.


Secondo i dati LSEG, i mercati continuano a prezzare almeno altri due tagli dei tassi da un quarto di punto ciascuno entro la fine dell’anno. L’attenzione degli investitori si concentra ora sul rapporto sull’indice dei prezzi al consumo degli Stati Uniti, in uscita martedì.


L’indice di volatilità CBOE, considerato il termometro della paura di Wall Street, ha raggiunto il livello più alto dal 18 dicembre. Al tempo stesso, l’oro, tradizionale bene rifugio, ha toccato un nuovo massimo storico per la prima volta quest’anno, spingendo al rialzo i titoli delle società minerarie, tra cui Newmont Corp, salita del 3,8%.


Sul fronte societario, il presidente Donald Trump ha dichiarato che potrebbe bloccare gli investimenti di Exxon Mobil in Venezuela, dopo che l’amministratore delegato Darren Woods ha definito il Paese sudamericano “non investibile”. Le azioni del gruppo energetico statunitense hanno chiuso in calo dello 0,7%.


Alla Borsa di New York, i titoli in rialzo hanno superato quelli in ribasso con un rapporto di 1,28 a 1, mentre sul Nasdaq i ribassi hanno eguagliato i rialzi.


Nel dettaglio, l’S&P 500 ha segnato 29 nuovi massimi e due nuovi minimi nelle ultime 52 settimane, mentre il Nasdaq Composite ha registrato 97 nuovi massimi e 58 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

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