Wall Street ignora le tensioni geopolitiche e vola sull’ottimismo per l’IA
- piscitellidaniel
- 2 ore fa
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Martedì i listini azionari statunitensi hanno chiuso in ribasso, penalizzati soprattutto dal comparto finanziario, dopo che JPMorgan ha avvertito che un possibile tetto ai tassi delle carte di credito potrebbe gravare sui consumatori. Allo stesso tempo, le attese di un rialzo dell’inflazione hanno continuato ad alimentare le scommesse su un taglio dei tassi di interesse nel corso dell’anno.
I titoli Visa e Mastercard hanno registrato forti perdite, rispettivamente del 4,7% e del 5,3%, in seguito alle dichiarazioni del direttore finanziario di JPMorgan Chase, Jeremy Barnum, che hanno riacceso le preoccupazioni legate alla proposta di introdurre un limite del 10% per un anno ai tassi di interesse delle carte di credito.
JPMorgan ha ceduto il 2,5%, nonostante utili trimestrali superiori alle attese, zavorrata dal calo delle commissioni nell’investment banking.
L’indice bancario dell’S&P 500 ha lasciato sul terreno circa l’1%. Per le altre grandi banche, che pubblicheranno i risultati trimestrali nei prossimi giorni, il mercato si attende conti più solidi, sostenuti da una ripresa dell’attività operativa.
Con l’S&P 500 e il Dow Jones vicini ai massimi storici, gli investitori hanno nuovamente ridotto l’esposizione ai titoli growth dalle valutazioni elevate, spostando l’attenzione verso segmenti del mercato finora trascurati, in linea con una tendenza in atto dall’inizio dell’anno.
I titoli tecnologici hanno registrato una flessione dello 0,2%, mentre i comparti energetico, dei beni di consumo di base e industriale hanno chiuso in rialzo.
Il Russell 1000 Value è rimasto sostanzialmente stabile, mentre la componente Growth ha perso lo 0,5%. Tra le small cap, il Russell 2000 ha messo a segno un progresso del 6,2% nei primi sette giorni di contrattazione dell’anno, a fronte di un aumento dell’1,9% dell’S&P 500 alla chiusura di lunedì.
Alle 11:28 ET, il Dow Jones Industrial Average è sceso di 338,22 punti, ovvero lo 0,68%, a 49.251,98, l'S&P 500 ha perso 19,98 punti, ovvero lo 0,29%, a 6.957,29 e il Nasdaq Composite ha perso 50,62 punti, ovvero lo 0,21%, a 23.683,28.
I dati sull’inflazione mantengono vive le scommesse sui tagli dei tassi
L’aumento dei prezzi al consumo negli Stati Uniti a dicembre si è attestato sostanzialmente in linea con le attese, rafforzando le aspettative del mercato per un allentamento della politica monetaria nel corso dell’anno. Sia l’indice dei prezzi al consumo complessivo sia quello core sono cresciuti del 2,6% su base annua, confermando il ritmo di novembre.
Secondo i dati LSEG, gli investitori stanno prezzando almeno due ulteriori tagli dei tassi di interesse da 25 punti base tra giugno e dicembre, con una probabilità più contenuta di un terzo intervento.
Gli investitori hanno in larga misura messo in secondo piano le tensioni geopolitiche — dalle minacce di Washington all’Iran ai colloqui su Groenlandia e Venezuela — preferendo concentrarsi sull’entusiasmo legato all’intelligenza artificiale e su aspettative di utili robuste, che hanno spinto i principali indici verso nuovi massimi.
Nel comparto tecnologico, Intel e AMD hanno messo a segno rialzi di circa il 5,5% ciascuna, dopo che KeyBanc ha migliorato il giudizio su entrambi i produttori di chip, portandoli a “sovrappeso”.
In controtendenza Delta Air Lines, che ha ceduto il 2,4% dopo che il valore mediano delle previsioni sugli utili per il 2026 è risultato inferiore alle attese degli analisti.
Sul fronte dell’ampiezza di mercato, i titoli in ribasso hanno superato quelli in rialzo con un rapporto di 1,04 a 1 sul NYSE e di 1,59 a 1 sul Nasdaq.
L’S&P 500 ha registrato 41 nuovi massimi e quattro nuovi minimi nelle ultime 52 settimane, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 110 nuovi massimi e 74 nuovi minimi.
Fonte: investing.com




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