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Wall Street in rialzo tra attese sui tassi, dati macro deboli e sprint delle criptovalute


Lunedì i principali indici di Wall Street hanno chiuso in rialzo. Il Dow Jones ha segnato un nuovo record storico, sostenuto soprattutto dalla crescita dei titoli finanziari, mentre il settore energetico ha beneficiato dell’azione militare statunitense che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro.


Gli investitori puntano sul fatto che l’intervento contro la leadership venezuelana possa aprire alle aziende statunitensi l’accesso alle maggiori riserve petrolifere mondiali. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha tuttavia ribadito che l’embargo americano sul petrolio venezuelano resta pienamente in vigore.


L’indice energetico dell’S&P ha toccato il livello più alto da oltre un anno, avanzando del 2,5%. Tra i principali protagonisti, Exxon Mobil ha guadagnato il 2,5% e Chevron il 5,5%.


In rialzo anche i titoli del comparto difesa dopo l’azione di Washington: Lockheed Martin è salita del 2,2% e General Dynamics del 2,8%, mentre l’indice più ampio del settore aerospaziale e della difesa ha raggiunto un nuovo massimo storico.


Alle 11:48 ET, il Dow Jones Industrial Average è salito di 705,41 punti, ovvero l'1,46%, a 49.087,80, l' S&P 500 ha guadagnato 58,59 punti, ovvero lo 0,85%, a 6.917,30 e il Nasdaq Composite ha guadagnato 234,02 punti, ovvero l'1,01%, a 23.469,64.


Il comparto finanziario è stato il principale motore dei rialzi, con un progresso del 2,5%. I grandi istituti bancari, tra cui Goldman Sachs e JPMorgan Chase, hanno toccato nuovi massimi storici, registrando aumenti compresi tra l’1,9% e il 3,9%.


In controtendenza i settori tradizionalmente difensivi: i beni di consumo di base hanno ceduto lo 0,3%, mentre l’assistenza sanitaria ha lasciato sul terreno lo 0,9%.


Nel 2025 i principali indici di Wall Street hanno messo a segno guadagni a doppia cifra per il terzo anno consecutivo, una dinamica osservata l’ultima volta tra il 2019 e il 2021. La serie positiva si era però interrotta la settimana precedente, quando gli investitori avevano ridotto l’esposizione ai titoli tecnologici.


Lunedì il settore tecnologico è rimasto sostanzialmente stabile, con un lieve rialzo dello 0,4%. Tra i titoli dei beni di consumo discrezionali si è distinta Tesla, in crescita del 4,2% dopo sette sedute consecutive in calo, fornendo supporto al Nasdaq.


Dopo quattro sessioni consecutive di ribassi che avevano chiuso il 2025 in territorio negativo, il recupero di lunedì è stato accolto con sollievo dagli investitori in attesa del cosiddetto “rally di Babbo Natale”, un effetto stagionale che, secondo lo Stock Trader’s Almanac, tende a sostenere i mercati negli ultimi cinque giorni di contrattazione di dicembre e nei primi due di gennaio.


I dati macroeconomici indicano che a dicembre il settore manifatturiero statunitense ha registrato una contrazione più marcata del previsto, estendendo una fase di debolezza che dura ormai da dieci mesi.


L’attenzione degli investitori è ora rivolta ai dati sulle buste paga non agricole, attesi venerdì, che potrebbero fornire indicazioni rilevanti sull’orientamento della politica monetaria della Federal Reserve nel 2026.


Secondo le rilevazioni di LSEG, i mercati stanno attualmente prezzando per quest’anno un allentamento dei tassi di interesse di circa 60 punti base.


In rialzo i titoli legati al comparto delle criptovalute, con il Bitcoin che ha toccato il livello più alto da oltre tre settimane. Strategy ha guadagnato il 4%, mentre Coinbase è balzata del 7,2% dopo che un report ha segnalato l’upgrade del giudizio di Goldman Sachs sul titolo da “neutrale” ad “acquista”.


Sul fronte dell’ampiezza di mercato, i titoli in rialzo hanno superato quelli in calo con un rapporto di 2,65 a 1 sul NYSE e di 2,25 a 1 sul Nasdaq.


Infine, l’S&P 500 ha segnato 52 nuovi massimi e 10 nuovi minimi su base annua, mentre il Nasdaq Composite ha registrato 87 nuovi massimi e 38 nuovi minimi nelle ultime 52 settimane.




Fonte: investing.com

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