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Vendere casa richiede più tempo, ma Milano resta veloce

L’allungamento del time to sell segnala uno squilibrio tra domanda e offerta, con differenze territoriali sempre più marcate.


Il time to sell del mercato residenziale italiano si sta allungando. Nell’ultimo anno il tempo medio necessario per concludere una vendita è salito a circa 5,5 mesi, con un incremento del 6% rispetto alla precedente rilevazione. Il dato non indica necessariamente un blocco delle compravendite, ma una maggiore complessità dell’incontro tra domanda e offerta. I potenziali acquirenti restano presenti, ma selezionano con più attenzione prezzo, stato manutentivo, classe energetica, posizione e costi futuri.


La dinamica territoriale è molto differenziata. Il Nord-Est continua a mostrare tempi di assorbimento più rapidi, mentre Sud e Isole registrano gli aumenti più consistenti. Tra le grandi città, Milano rimane il mercato più liquido, con tempi medi inferiori a tre mesi. La velocità milanese dipende dalla profondità della domanda, dalla scarsità di offerta e dalla presenza di acquirenti con maggiore capacità finanziaria. Anche Bologna, Trieste, Firenze e Roma mantengono tempi relativamente contenuti, pur con traiettorie diverse.


All’opposto, in alcune città del Mezzogiorno e in mercati meno dinamici il processo di vendita richiede più tempo. Non sempre il problema è la mancanza di domanda; spesso pesa la distanza tra prezzo richiesto e qualità effettiva del bene. Immobili datati, poco efficienti o da ristrutturare devono competere con una domanda che teme costi aggiuntivi e tempi lunghi di intervento. Il prezzo nominale, da solo, non basta più a rendere appetibile l’operazione.


Un indicatore ulteriore è il numero di contatti necessari prima della rimozione dell’annuncio. Alcune città arrivano alla vendita con pochi contatti, altre richiedono molte più interazioni, segno di trattative più difficili o di aspettative iniziali non allineate. Per venditori e operatori, il messaggio è operativo: la corretta valutazione iniziale diventa decisiva. Un immobile coerente con il mercato si vende ancora rapidamente; un bene sovrastimato o tecnicamente debole rischia invece di restare esposto più a lungo, perdendo forza negoziale.

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