Ue-Mercosur, Macron frena sull’accordo: «Non rispetta le nostre condizioni». La Germania prova a convincere i partner
- piscitellidaniel
- 17 dic 2025
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L’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur torna al centro del dibattito politico europeo, con la Francia di Emmanuel Macron che ribadisce la propria contrarietà alla versione attualmente negoziata, ritenuta insufficiente sul piano delle garanzie ambientali e della tutela degli standard produttivi europei. La posizione francese rappresenta un ostacolo significativo alla conclusione dell’intesa, che richiede l’approvazione di tutti gli Stati membri e che da anni procede tra avanzamenti intermittenti e battute d’arresto. Berlino, invece, continua a sostenere la necessità strategica di finalizzare il trattato e sta intensificando gli sforzi diplomatici per convincere i partner più scettici.
Macron ha spiegato che il testo attuale dell’accordo non garantisce un livello adeguato di protezione delle foreste, né assicura impegni vincolanti contro la deforestazione, tema particolarmente sensibile nei confronti di Paesi come il Brasile. La Francia teme inoltre un aumento delle importazioni di prodotti agricoli provenienti dal Mercosur a condizioni meno rigide rispetto a quelle europee, con il rischio di penalizzare gli agricoltori dell’Ue. Questo punto è cruciale per Parigi, dove il settore agricolo ha un peso politico ed economico rilevante e dove la concorrenza internazionale è percepita come una minaccia diretta alla sostenibilità delle aziende locali.
Dalla Germania arriva invece un approccio più pragmatico, orientato alla necessità di rafforzare le relazioni commerciali con un’area considerata strategica per l’accesso a materie prime, mercati emergenti e partnership industriali. Berlino ritiene che un mancato accordo indebolirebbe la capacità dell’Ue di competere con Stati Uniti e Cina, entrambi molto attivi nell’area sudamericana. Per il governo tedesco, la firma del trattato rappresenterebbe anche un segnale politico di apertura verso il Sud globale, in un contesto geopolitico in cui l’Europa cerca nuovi equilibri commerciali e diplomatici.
La discussione interna all’Ue rimane complessa. Alcuni Stati membri condividono le preoccupazioni francesi sulle regole ambientali e sulla tutela dei produttori europei, mentre altri sono favorevoli all’accordo per le potenzialità industriali e commerciali. La Commissione europea sta lavorando a una serie di chiarimenti e protocolli aggiuntivi che possano rassicurare i Paesi più critici, ma finora non è riuscita a superare del tutto le resistenze. La mancanza di consenso blocca un trattato che, se implementato, costituirebbe una delle più grandi aree di libero scambio al mondo.
Gli aspetti ambientali rappresentano uno dei nodi principali. Le associazioni ambientaliste e alcuni gruppi politici europei chiedono impegni molto più stringenti da parte dei Paesi Mercosur sulla gestione delle foreste, sulla riduzione delle emissioni e sulla tutela della biodiversità. Il Brasile, pur avendo adottato un approccio più collaborativo negli ultimi mesi, deve ancora dimostrare in modo concreto la capacità di garantire controlli efficaci su attività illegali e deforestazione. Questa incertezza pesa sulle valutazioni degli Stati membri più rigidi, alimentando il timore che l’accordo possa tradursi in un allentamento degli standard.
Anche il settore industriale resta diviso. Se da un lato molte aziende europee vedono nell’accordo un’opportunità per aumentare l’export e accedere a nuovi investimenti, dall’altro alcune filiere, soprattutto quelle più sensibili alla concorrenza internazionale, temono un impatto negativo sul mercato interno. In questo quadro, il ruolo della Germania diventa centrale nella ricerca di un compromesso che possa conciliare competitività e sostenibilità.
Il negoziato sull’accordo Ue-Mercosur si conferma dunque uno dei dossier più complessi della politica commerciale europea. La distanza tra Francia e Germania riflette visioni diverse sulla priorità da attribuire alla competitività economica rispetto alla tutela ambientale e alla protezione del mercato agricolo. I prossimi mesi saranno decisivi per verificare se l’Europa riuscirà a trovare un punto di equilibrio e a definire una linea comune che le consenta di rilanciare la sua presenza economica in un’area strategica senza rinunciare ai propri valori e ai propri standard regolatori.

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