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Ucraina, nuove proposte americane per la pace: Witkoff e Kushner tra Kiev e Mosca

7 set
Tempo di lettura: 3 min

Gli Stati Uniti tentano di riaprire uno spazio diplomatico nella guerra in Ucraina con una nuova iniziativa affidata a Steve Witkoff e Jared Kushner, inviati del presidente Donald Trump. Dopo un colloquio di oltre tre ore a Mosca con Vladimir Putin, i due negoziatori hanno raggiunto Kiev per incontrare Volodymyr Zelensky e la delegazione ucraina. Dal confronto sono emerse nuove proposte americane che, secondo una fonte della presidenza di Kiev, sarebbero diverse dalle precedenti e considerate «più efficaci». Non si è ancora arrivati a una svolta concreta, ma la ripresa dei contatti diretti tra Washington, Mosca e Kiev riporta il negoziato al centro di una fase nella quale il conflitto continua sul terreno e le posizioni delle parti restano distanti.


La missione di Witkoff e Kushner è iniziata al Cremlino, dove il confronto con Putin è stato definito franco e costruttivo, senza tuttavia produrre annunci immediati. Washington punta a individuare una formula capace di ridurre progressivamente le divergenze tra Russia e Ucraina e di creare le condizioni per un negoziato più strutturato. Tra le ipotesi discusse figurano il congelamento della linea del fronte, una tregua durante le trattative e possibili meccanismi internazionali di sicurezza. Rimane però aperto il nodo fondamentale dei territori occupati, sul quale le posizioni di Mosca e Kiev continuano a essere difficilmente conciliabili. La Russia insiste sulla necessità di affrontare quelle che definisce le cause profonde della guerra, mentre l'Ucraina rifiuta soluzioni che possano trasformare le conquiste militari russe in acquisizioni territoriali definitive.


A Kiev il confronto ha riguardato non soltanto la possibile architettura di un accordo, ma anche le esigenze immediate dell'Ucraina. Zelensky ha ribadito la necessità di garanzie di sicurezza credibili e di una pace che non esponga il Paese a una nuova aggressione dopo la cessazione delle ostilità. Particolare attenzione è stata dedicata alla difesa aerea, con la richiesta di ulteriori sistemi Patriot, e alla preparazione di un pacchetto di sostegno per affrontare l'inverno, soprattutto sul fronte energetico. Per Kiev, infatti, qualsiasi percorso negoziale deve procedere parallelamente al rafforzamento della capacità di difesa, mentre continuano gli attacchi russi contro infrastrutture e centri abitati.


Witkoff ha riconosciuto apertamente la difficoltà della trattativa, sostenendo che entrambe le parti dovranno accettare compromessi per ridurre le distanze. Gli incontri con Zelensky e il suo gruppo negoziale sono stati descritti dall'inviato americano come significativi e sostanziali, con l'intenzione di proseguire il dialogo. Washington vorrebbe inoltre rilanciare un confronto diretto tra Russia e Ucraina, eventualmente attraverso incontri a livello politico più elevato. Proprio le questioni territoriali e quelle relative alle garanzie di sicurezza, secondo Kiev, non possono però essere risolte esclusivamente dai negoziatori tecnici e richiedono decisioni dei leader.


Nel processo assume un ruolo importante anche l'Europa. L'Ucraina considera indispensabile il coinvolgimento dei principali partner europei nella definizione delle garanzie postbelliche, mentre Stati Uniti e alleati devono trovare un equilibrio tra sostegno militare a Kiev e ricerca di una soluzione diplomatica. I colloqui sono destinati quindi ad allargarsi ai consiglieri per la sicurezza nazionale di alcuni dei principali Paesi europei. La questione non riguarda soltanto la cessazione dei combattimenti, ma l'intero assetto di sicurezza del continente: confini, eventuali forze internazionali, sanzioni contro Mosca e meccanismi per impedire una nuova escalation rappresentano elementi strettamente collegati.


La nuova offensiva diplomatica si sviluppa mentre sul terreno la guerra continua. Anche durante la fase dei colloqui sono rimasti elevati i timori per nuovi attacchi con droni e missili, a conferma della distanza tra il dialogo politico e la realtà militare. Una tregua temporanea ha offerto un margine per la missione diplomatica, senza trasformarsi in una cessazione stabile delle ostilità. Questo rende particolarmente complesso il lavoro degli inviati americani: ogni avanzamento negoziale può essere rapidamente condizionato dall'evoluzione delle operazioni militari e dalle decisioni prese a Mosca e Kiev.


Le nuove proposte portate da Witkoff e Kushner rappresentano quindi un tentativo di superare lo stallo che aveva caratterizzato i precedenti contatti. L'apprezzamento espresso da fonti ucraine segnala una maggiore disponibilità a discuterne, ma non equivale ancora a un'intesa sui punti decisivi. Territori, sicurezza, cessate il fuoco e futuro delle sanzioni rimangono questioni aperte. Il percorso diplomatico riparte così da una formula rinnovata e da contatti più intensi, mentre Stati Uniti, Ucraina, Russia e partner europei cercano di capire se le distanze possano essere ridotte abbastanza da trasformare l'attuale fase di interlocuzione in un vero negoziato di pace.

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