TuttoFood 2025: come i buyer esteri vedono il Made in Italy agroalimentare
- piscitellidaniel
- 9 mag
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La manifestazione TuttoFood 2025, ospitata presso Fieramilano Rho dal 5 all’8 maggio, ha rappresentato una vetrina strategica per il settore agroalimentare italiano, riaffermando il ruolo del Made in Italy come punto di riferimento nel panorama internazionale dell’enogastronomia. Oltre 2.500 aziende espositrici, di cui il 20% provenienti da 46 Paesi, hanno incontrato una platea selezionata di buyer esteri, offrendo un osservatorio privilegiato su come l’Italia agroalimentare viene percepita, valutata e desiderata nel mondo.
Tra le principali tendenze emerse dai numerosi incontri B2B, si evidenzia una crescente attenzione da parte dei buyer verso prodotti italiani che sappiano coniugare autenticità, qualità certificata e capacità di innovare. Le denominazioni di origine protetta (DOP e IGP), le produzioni biologiche, le filiere corte e la sostenibilità ambientale sono diventati criteri determinanti per la selezione dei prodotti da inserire sugli scaffali della grande distribuzione estera o nei menù dell’alta ristorazione internazionale.
I buyer provenienti da Stati Uniti, Canada, Germania, Emirati Arabi, Corea del Sud e Giappone hanno espresso un comune entusiasmo per il patrimonio gastronomico italiano, pur con richieste sempre più articolate. Non basta più un prodotto buono e tradizionale: ciò che fa la differenza è la narrazione che lo accompagna, la sua storia, la connessione con il territorio e le pratiche produttive sostenibili. L’identità culturale del prodotto diventa così un elemento distintivo capace di generare valore aggiunto, fidelizzazione e premium price.
Un elemento su cui si è concentrata particolare attenzione è stata la tracciabilità della filiera. I buyer richiedono documentazione sempre più dettagliata sull’origine delle materie prime, sul rispetto dei diritti dei lavoratori e sull’impatto ambientale dell’intera catena produttiva. In questo senso, molte aziende italiane hanno presentato sistemi avanzati di certificazione digitale e blockchain per garantire la trasparenza e la sicurezza del processo produttivo.
TuttoFood ha anche evidenziato le sfide che il Made in Italy deve affrontare. Alcuni operatori esteri hanno sottolineato che il valore del marchio Italia è a volte offuscato da una comunicazione troppo frammentata o focalizzata solo su stereotipi. La mancata capacità di coordinarsi tra piccoli produttori, la scarsa conoscenza dei mercati locali e la lentezza nel recepire le esigenze di adattamento del packaging e dell’etichettatura sono ancora ostacoli alla piena affermazione del prodotto italiano in alcune aree del mondo.
Il format della fiera ha incluso anche tasting guidati, show cooking, talk tematici e workshop su export, packaging sostenibile e posizionamento strategico. In particolare, le aree tematiche come "Retail Next" e "Evolution Plaza" hanno permesso di esplorare le nuove frontiere della distribuzione e del marketing esperienziale, evidenziando come le tecnologie digitali – dalla realtà aumentata all’intelligenza artificiale – possano rappresentare un alleato decisivo anche per le piccole aziende italiane che puntano a farsi conoscere all’estero.
Un caso emblematico emerso durante la fiera è quello del comparto lattiero-caseario, con buyer francesi e olandesi che hanno espresso forte interesse verso i piccoli produttori di formaggi a latte crudo, per la loro capacità di combinare artigianalità, biodiversità e innovazione nel rispetto delle tradizioni. Similmente, il comparto dolciario ha attirato investitori dagli Emirati Arabi Uniti, sempre più attratti da prodotti italiani che riescono a integrare ingredienti funzionali e caratteristiche salutistiche senza compromettere la ricetta originaria.
A fronte di questo scenario in evoluzione, TuttoFood 2025 ha messo in evidenza la necessità per le imprese italiane di fare sistema, rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali e dotarsi di strumenti di promozione più efficaci e coerenti con le dinamiche globali. L’agroalimentare Made in Italy conserva un altissimo potenziale di crescita, ma richiede un salto di qualità nella gestione delle relazioni commerciali, nell’innovazione di prodotto e nel posizionamento strategico dei marchi.
Per molti dei buyer presenti, l’Italia è sinonimo di eccellenza alimentare. Ma affinché questo valore venga compreso e tradotto in vendite concrete, è necessario un lavoro corale di branding, formazione e presenza continuativa sui mercati, facendo leva su eventi come TuttoFood per costruire relazioni solide e durature con gli operatori internazionali.

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